LA VERTENZA
Carenza di organico al Trieste Airport e al Porto di Monfalcone, la denuncia del Siulp: «Servono più agenti»
Il sindacato provinciale guidato da Sammito porta la vertenza al Direttivo nazionale e chiede di portare i 49 operatori attuali ai livelli di Treviso e Verona. In vista dell'Atto Ordinativo Unico sollecitato il supporto della politica locale.
Il Siulp Goriziano torna a denunciare la carenza di organico che da tempo affligge la Polizia di Frontiera Aerea di Trieste Airport e quella Portuale di Monfalcone. Nonostante i ripetuti appelli alle istituzioni locali e regionali, la situazione continua a essere ignorata. Evidentemente non si è compreso che l’attività della Polizia di Frontiera è strettamente legata alla performance dello scalo e alla qualità del servizio offerto ai passeggeri. Come si ricorderà, lo scorso anno alcuni controlli non sono stati completati, causando la perdita del volo per diversi viaggiatori. Quest’anno si è evitato il ripetersi del problema solo grazie alla disponibilità e all’abnegazione del personale, che ha sopperito a varie criticità anche oltre i limiti contrattuali.
Ora però il Siulp, il maggiore sindacato della Polizia di Stato, dice basta. Non contro il dirigente dell’Aeroporto o della quarta Zona – anch’essi inascoltati – ma nei confronti dell’Amministrazione centrale. Se l’inerzia proseguirà, il sindacato sarà inflessibile nel pretendere il pieno rispetto degli istituti contrattuali.
Per questo il Siulp Goriziano ha coinvolto sia la struttura regionale sia quella nazionale, portando la vertenza ai vertici. Sammito, a nome della struttura provinciale isontina, intervenuto al Direttivo Nazionale del 17 e 18 settembre, ha rappresentato la questione in vista dell’Atto Ordinativo Unico che, entro fine anno, rideterminerà gli organici della Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale. In quella sede, ci tiene a sottolinearlo, la questione degli organici di Trieste Airport e del porto di Monfalcone è stata presentata come un problema che si somma alle altre criticità già evidenziate (CPR di Gradisca d’Isonzo, specialità e Questura). Tuttavia, tra le proposte avanzate, quella relativa all’elevazione dell’organico assegnato allo scalo aeroportuale, al nodo ferroviario intermodale e al porto di Monfalcone – oggi composto da 49 unità – portandolo ai livelli degli scali di Treviso (67 unità) e Verona (72 unità), è stata sostenuta con particolare vigore, poiché appare del tutto incongrua la penalizzazione dell’articolazione goriziana.
Il Siulp ha inoltre espresso perplessità sulla bozza dell’Atto Ordinativo Unico, rilevando che, mentre vengono istituite quattro nuove Zone di Polizia di Frontiera, tra cui lo sdoppiamento della quarta Zona di Udine, nulla è previsto riguardo alla promessa istituzione del Reparto Mobile e del Reparto Prevenzione Crimine in Friuli Venezia Giulia, annunciati più volte dal Capo della Polizia e dal Ministro dell’Interno per la città di Gorizia. L’Atto Ordinativo Unico rappresenta uno strumento irripetibile per i prossimi anni: basti pensare che la sua entrata in vigore è stata rinviata per ben tre volte nell’arco di quasi dieci anni dalla prima elaborazione. Proprio per questo, ogni contributo – anche proveniente dalle amministrazioni locali e regionali e quindi dalle rappresentanze politiche – sarebbe quantomeno auspicabile.
Non solo per la Polizia di Stato, ormai abituata a manifestazioni di vicinanza spesso di circostanza, ma soprattutto per l’esponenziale importanza strategica cui sono proiettati lo scalo aereo, l’attiguo nodo intermodale e il porto di Monfalcone, infrastrutture che richiedono un adeguamento degli organici coerente con il loro ruolo crescente nel sistema della mobilità e della sicurezza nazionale.
Foto di Salvatore Ferrara
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