Caldo urbano, Gorizia e Nova Gorica laboratorio transfrontaliero contro le isole di calore

Caldo urbano, Gorizia e Nova Gorica laboratorio transfrontaliero contro le isole di calore

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Caldo urbano, Gorizia e Nova Gorica laboratorio transfrontaliero contro le isole di calore

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 12 Mag 2026
Copertina per Caldo urbano, Gorizia e Nova Gorica laboratorio transfrontaliero contro le isole di calore

Presentati da Arpa Fvg i primi risultati del progetto europeo HeatIslands Adapt. Monitoraggi, nuove stazioni e sistemi di allerta per affrontare le ondate di calore tra Italia e Slovenia.

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Gorizia e Nova Gorica diventano un laboratorio transfrontaliero per studiare e contrastare le isole di calore urbane, uno degli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici nelle città contemporanee. È questo l’obiettivo di “HeatIslands Adapt”, il progetto europeo finanziato dal programma Interreg VI-A Italia-Slovenia e presentato oggi, 12 maggio, da Arpa Fvg assieme ai partner italiani e sloveni coinvolti nell’iniziativa.

Il progetto nasce per affrontare il crescente problema dello stress termico urbano, fenomeno che colpisce soprattutto le aree caratterizzate da forte urbanizzazione, scarsa presenza di verde e ampie superfici asfaltate o cementificate. Una situazione che interessa in modo particolare l’area urbana condivisa tra Gorizia e Nova Gorica, scelta come area pilota dell’intervento.

L’iniziativa dispone di un budget complessivo di 975.736,52 euro, di cui 780.589,21 finanziati attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale. Il progetto, avviato il primo giugno 2025, si concluderà il 31 maggio 2027 e coinvolge sei partner coordinati dalla Goriška Lokalna Energetska Agencija.

A presentare l’attività è stato Arturo Pucillo di Arpa Fvg, mentre Fulvio Stel ha portato il saluto della direttrice Anna Lutman, sottolineando come si tratti di «un’attività articolata e con numerosi partner» finalizzata a «capire e risolvere le isole di calore urbano tra Gorizia e Nova Gorica». L’auspicio, è stato evidenziato, è che il progetto possa diventare un modello replicabile anche in altre città europee.

Nel dettaglio, HeatIslands Adapt punta a costruire un sistema condiviso di monitoraggio e prevenzione attraverso analisi climatiche avanzate, dati satellitari, sensori termici e sistemi Gis. Tra gli obiettivi vi sono anche l’elaborazione di proiezioni climatiche per il periodo compreso tra il 2041 e il 2100, basate sugli scenari emissivi Rcp4.5 e Rcp8.5, e la definizione di un sistema di allerta transfrontaliero condiviso tra Arpa Fvg e Arso, l’Agenzia della Repubblica di Slovenia per l’ambiente. «L’obiettivo è capire lo scenario tra il 2040 e il 2100 e costruire un sistema di alert transfrontaliero», ha spiegato Stefania Catano di Arpa Fvg.

Le prime attività hanno già consentito di selezionare e validare oltre 15 indicatori di calore tra parametri meteo-climatici, biometeorologici e indicatori specifici per le ondate di calore. L’analisi dei dati raccolti nelle estati 2024 e 2025 attraverso quattro stazioni presenti tra Gorizia e Nova Gorica ha evidenziato temperature più elevate e un numero maggiore di superamenti delle soglie critiche nelle aree urbane rispetto alle zone periferiche e rurali.

In particolare, la stazione di Nova Gorica ha registrato il numero più alto di giorni critici e di notti tropicali, confermando la maggiore incidenza dell’effetto “isola di calore” nel contesto urbano più densamente edificato. Parallelamente, le rilevazioni effettuate nell’area di Gorizia Aeroporto hanno permesso di analizzare l’andamento dello stress termico nell’arco delle 24 ore attraverso l’indice di disagio.

Da maggio 2026 è inoltre partita una nuova campagna di monitoraggio sul territorio goriziano. «Saranno posizionate due stazioni meteorologiche tra Gorizia e Nova Gorica e otto stazioni termiche», ha spiegato Valentina Gallina di Arpa Fvg. «L’obiettivo è capire quale sia la reale situazione e come modificare le criticità presenti nelle due città, individuando le aree più sensibili e dove intervenire».

Oltre alle stazioni fisse, il progetto prevede rilievi mobili tramite autovetture e l’utilizzo di termocamere, con i dati che saranno integrati alle immagini satellitari e alle informazioni raccolte sul lato sloveno da Arso.

Accanto alla ricerca scientifica, HeatIslands Adapt punta anche all’aggiornamento della pianificazione urbana e alla definizione di un piano d’azione transfrontaliero basato su interventi sostenibili: incremento delle superfici verdi, soluzioni di raffrescamento urbano, interventi sugli edifici e tecnologie innovative per mitigare gli effetti del caldo estremo.

Il progetto coinvolge, oltre ad Arpa Fvg, anche Arso, Golea, Ape Fvg, il Centro di tecnologie verdi di Nova Gorica e Strategy Innovation. Tra i risultati attesi figurano un sistema condiviso di indicatori climatici, una libreria digitale di buone pratiche e strumenti operativi replicabili anche in altri contesti urbani europei, in linea con il Green Deal europeo e gli obiettivi dell’Agenda 2030.

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