‘Business Identity 2026’: a Gorizia il confronto tra creator e imprese su Instagram, autenticità e nuove connessioni

‘Business Identity 2026’: a Gorizia il confronto tra creator e imprese su Instagram, autenticità e nuove connessioni

L’INIZIATIVA

‘Business Identity 2026’: a Gorizia il confronto tra creator e imprese su Instagram, autenticità e nuove connessioni

Di REDAZIONE • Pubblicato il 21 Set 2026
Copertina per ‘Business Identity 2026’: a Gorizia il confronto tra creator e imprese su Instagram, autenticità e nuove connessioni

Focus del format anche su networking e collaborazioni transfrontaliere. L’evento si è svolto il 18 settembre negli spazi di Projekt D ETS in via del Seminario.

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Una sala piena, punti di vista diversi e un pomeriggio dedicato a ciò che accade realmente quando Instagram entra nel mondo del lavoro e dell’impresa. Si è svolto venerdì 18 settembre, negli spazi di Projekt D a Gorizia in via del Seminario, l’evento “Business Identity 2026 - Instagram & Business” dedicato al rapporto tra comunicazione digitale, creator e aziende, con un’attenzione particolare alla creazione di nuove connessioni tra Italia e Slovenia.

A idearlo ed organizzarlo è stato il team di Projekt D ETS, fondato dalla fotografa Dominique Pozzo e dalla blogger Dragana Radošević, con la co-organizzazione di SDGZ-URES – Slovensko deželno gospodarsko združenje (Unione Regionale Economica Slovena), SPIRIT Slovenija e il supporto di BCC Venezia Giulia.

La prima parte dell’incontro, intitolata “Behind the Feed”, ha visto protagoniste le content creator Anja Suska e Veronica Duriavig, che hanno portato il pubblico dietro ciò che normalmente appare già finito sullo schermo: una fotografia, un reel o una storia. Dal confronto è emerso come dietro ogni contenuto ci siano analisi, progettazione e numerose scelte: cosa comunicare, a chi rivolgersi e con quale linguaggio.

Uno dei temi centrali è stato quello dell’autenticità. Entrambe hanno raccontato di scegliere collaborazioni con aziende, prodotti e servizi coerenti con il proprio stile e i propri valori, sottolineando come la credibilità nei confronti della community si costruisca nel tempo e debba essere preservata anche quando un contenuto nasce da una collaborazione commerciale.

Il messaggio emerso dal primo confronto è stato chiaro: la scelta di un creator non dovrebbe basarsi esclusivamente sulla popolarità, ma sull’incontro tra identità, credibilità, pubblico e obiettivi concreti.

La seconda parte, “Behind the Collaboration”, ha cambiato prospettiva dando spazio alle esperienze di chi utilizza Instagram all’interno della propria attività. Al confronto hanno partecipato Gaja Kompara, fondatrice di NU-VOLA, Cristian Lendaro di Plan di Paluz e Natan Zucco, founder & strategist di Focus Marketing.

Kompara ha raccontato come i social permettano a NU-VOLA di mostrare ambienti, trattamenti ed esperienza, creando un primo contatto con il potenziale cliente ancora prima del suo ingresso nello spazio. Lendaro ha portato invece l’esperienza di Plan di Paluz, trattoria di famiglia nata nel 1991, raccontando come Instagram abbia accompagnato l’evoluzione del locale e permesso di raggiungere persone che probabilmente non lo avrebbero conosciuto attraverso i soli canali tradizionali. Zucco ha infine sottolineato come ogni percorso di comunicazione debba partire dalla conoscenza approfondita dell’azienda: identità, stile, valori, pubblico e obiettivi vengono prima degli strumenti utilizzati per comunicarli. Affidarsi a un professionista in tempo può aiutare un’impresa a costruire una strategia efficace, mentre la comunicazione, da sola, non può risolvere problemi aziendali già profondamente radicati.

Un punto ha accomunato le diverse testimonianze: ciò che viene mostrato sui social deve corrispondere a ciò che il cliente troverà realmente. In entrambi i panel è quindi tornato lo stesso concetto: una collaborazione funziona quando esiste coerenza tra azienda, creator, pubblico e obiettivi.

Una parte importante del format è stata poi dedicata all’esperienza dei partecipanti e alla possibilità di facilitare nuovi incontri tra professionisti, imprese e creativi. Con la card “Where Connections Begin”, ciascun partecipante ha potuto raccontare cosa stava cercando, quale progetto avrebbe voluto sviluppare e quali competenze o opportunità poteva offrire agli altri. Le card compilate sono state raccolte e appese, trasformandosi in un’installazione da esplorare e soprattutto in un punto di partenza per avviare nuove conversazioni e rendere più spontaneo il networking.

Particolare attenzione è stata dedicata inoltre all’accessibilità linguistica: gli interventi si sono svolti in italiano con interpretazione simultanea in sloveno, permettendo al pubblico proveniente dai due territori di partecipare allo stesso confronto. I primi riscontri raccolti al termine dell’evento hanno evidenziato un forte apprezzamento sia per i contenuti dei due panel sia per la cura dell’esperienza complessiva e dei dettagli. Un incontro partito da Instagram, ma che ha finito per parlare soprattutto di autenticità, impresa, comunicazione e relazioni, facendo nascere conversazioni e connessioni.  

Foto Dominique Pozzo 

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