IL BOTTA E RISPOSTA
Bullian replica a Oreti e Calligaris, «Ciclovia Fvg 5 vera priorità transfrontaliera rispetto alla DAG»
L’esponente regionale difende il suo impegno per la storia e l’integrazione nel Goriziano e definisce la mancata conclusione dell’opera «un’occasione persa».
La Digital Art Gallery di Gorizia fa discutere ancora la politica locale. Se per il consigliere regionale Diego Bernardis è «un aiuto alla crescita del territorio» e per l’assessore alla cultura di Gorizia, Fabrizio Oreti permette di «guardare al futuro della città», il consigliere regionale di Patto per l’Autonomia, Enrico Bullian ha espresso il suo parere che «esce dal mainstream». Sul tema, l’esponente civico si dice anche «stupito» dalle repliche di Oreti, mentre giudica «scontata» quella del consigliere regionale leghista Antonio Calligaris che l’hanno attaccato sulla realizzazione della Civlovia Fvg numero 5. «Oreti sa bene che da consigliere regionale in carica sono lontano da logiche legate al proprio orticello, e, limitandoci al tema della Cultura, pur stando all’opposizione, sono riuscito a far approvare proposte interessanti e condivise con l’amministrazione comunale di Gorizia, come il finanziamento di pubblicazioni sulla ‘Gorizia ebraica’ oppure sulla vita quotidiana nei villaggi e nei centri di raccolta degli esuli giuliano-istriano-dalmati» dichiara Bullian.
E ancora: «Sono in partenza degli incontri sulla storia regionale a cura delle nostre due università, con alcuni seminari che si terranno proprio a Gorizia. Non credo dunque di dover giustificare il mio impegno per la città e la mia adesione completa all’idea della Capitale europea transfrontaliera della Cultura GO2025!». L’esponente regionale fa quindi capire che non accetta «senza riserve qualsiasi iniziativa che in quell’ambito è stata propinata». «Sostenere che, qualora la DAG fosse stata realizzata a Turriaco, sarei stato favorevole equivale a buttare la palla in tribuna, dal momento che sosterrei le stesse critiche all’opera» precisa.
Per Bullian sarebbe stato più importante, «caratterizzante anche da un punto di vista transfrontaliero e durevole come investimento», terminare la Ciclovia FVG 5 dell’Isonzo rispetto a investire ingenti risorse per la DAG di Gorizia. «La Ciclovia è la logica continuazione di quanto gli sloveni hanno già realizzato sull’asse fluviale di loro competenza, il Soča, e la nostra tratta era stata promessa dall’amministrazione regionale in carica ma non è stata ancora realizzata proprio quella dell’Alto Isontino e l’attraversamento del ponte dell’Isonzo nei pressi di Gradisca-Sagrado/Fogliano. Un’occasione persa, alla quale auspico che la Regione rimedi prima possibile» rileva.
Su quelle che ha definito le «solite provocazioni» del consigliere regionale Calligaris, Bullian afferma che «non meriterebbero risposta» ma «le sue esternazioni escono proprio nel giorno in cui sono stati resi noti i dati sul Punto Nascita di Monfalcone, che si riferiscono a tutto l’Isontino, Gorizia inclusa: un neonato su due proviene da famiglie con background migratorio». «Mi accusa che vorrei investire nell’integrazione culturale degli stranieri. Ebbene sì, confermo. Investire nell’integrazione degli stranieri è investire sugli italiani di domani. Solo chi è in malafede o è ottuso non ne prende atto» conclude Bullian.
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