Brano neofascista da un carro alla sfilata del Carnevale Goriziano, minoranza «amareggiata e delusa»

Brano neofascista da un carro alla sfilata del Carnevale Goriziano, minoranza «amareggiata e delusa»

Il caso

Brano neofascista da un carro alla sfilata del Carnevale Goriziano, minoranza «amareggiata e delusa»

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 23 Feb 2026
Copertina per Brano neofascista da un carro alla sfilata del Carnevale Goriziano, minoranza «amareggiata e delusa»

In una lettera di Marsič e Terpin, i due esponenti sottolineano un «comportamento non accettabile» che «incoraggia discriminazione».

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Hanno scritto alla Pro Loco Gorizia, in particolare al presidente Giorgio Lorenzoni, Marino Marsič e Joško Terpin, rispettivamente presidente provinciale della SKGZ, l’unione culturale economica slovena. Il fatto risale all’8 febbraio durante la tradizionale sfilata di carnevale a Gorizia. Una prima edizione nella quale l’organizzazione a cura della pro loco locale aveva deciso di invitare due presentatori, uno italiano e uno sloveno. Novità apprezzata dai presenti.

Meno apprezzata, invece, una delle canzoni riprodotte da uno dei carri presenti, in questo caso proveniente da Treppo Grande, come riportato nella cronaca del giorno successivo dal quotidiano Primorski Dnevnik, che è stata definita «nota stonata»: si tratta di “Everybody Viva el Duche”, brano alternative indie dell’artista Quadrato Vincolato.

Senza voler entrar nel merito di storia, genesi e successo sul web del brano, questo ha suscitato non pochi fastidi all’interno della comunità slovena. Terpin e Marsič, in una nota condivisa, partendo dalla «soddisfazione e un sincero ringraziamento per la sfilata del Carnevale goriziano di quest’anno, che è stata sotto molti aspetti un evento di grande rilievo» rimarcano come «siamo rimasti amareggiati e delusi da quanto accaduto in seguito».

per questo siamo rimasti amareggiati e delusi da quanto accaduto in seguito. Durante il passaggio del carro proveniente da Treppo Grande (notizia riportata anche dal quotidiano Primorski dnevnik) è infatti risuonata una canzone con il provocatorio ritornello "Tutti insieme viva il duce...", che ha suscitato indignazione e profondo disagio tra numerosi presenti. Si tratta di un contenuto «oggettivamente offensivo, storicamente inaccettabile e del tutto in contrasto con i valori di democrazia, rispetto e convivenza che desideriamo coltivare nella nostra città», sottolineano i sottoscrittori.

«Siamo consapevoli che gli organizzatori non possono controllare ogni singolo elemento dei carri partecipanti, tuttavia riteniamo che in casi come questo sia necessario un messaggio chiaro e inequivocabile che tale comportamento non è accettabile. La diffusione di una canzone che inneggia a un dittatore fascista, soprattutto in una città in cui Benito Mussolini risulta ancora formalmente cittadino onorario, supera i limiti dello "scherzo carnevalesco" e contribuisce oggettivamente a incoraggiare discriminazione e normalizzazione della simbologia totalitaria», proseguono Marsič e Terpin.

La richiesta è di «ammonire, cortesemente ma con fermezza i responsabili di Treppo Grande per l'inadeguatezza del loro gesto e a sollecitarli a presentare pubbliche scuse. Un simile atto sarebbe importante non solo per il rispetto della memoria storica, ma anche per la tutela della dignità di tutte le comunità che vivono a Gorizia e che si impegnano per un futuro di pace e rispetto», concludono.

Conferma dell’accaduto arriva dalla stessa Pro Loco Gorizia: è il presidente, Giorgio Lorenzoni, a richiamare alla «gravità del fatto e, in qualità di ente organizzatore, dopo la comunicazione dei rappresentanti degli enti sloveni, dei quali condividiamo il messaggio, ho provveduto a formulare la richiesta di pubbliche scuse al carro in questione. Ringrazio Marsič e Terpin per la segnalazione», conclude Lorenzoni.

Foto d’archivio dell’edizione 2026 del Carnevale goriziano.

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