il disagio
Blackout a Grado, previsto per le 18 il ripristino della rete elettrica
Un picco di consumo di energia ha provocato diverse interruzioni anche nella Bassa friulana. Per l’Isola del Sole non è la prima volta nella giornata.
Il caldo estremo degli ultimi giorni spinge a tenere in funzione ventilatori e condizionatori, ma già nelle ultime ore il picco di energia elettrica richiesta manda in blackout i sistemi di fornitura. A essere colpite, oltre a località della Bassa friulana come Udine e Latisana, anche le aree balneari di Lignano e Grado dove si sono riversate frotte di turisti. Sull’isola del Sole l’interruzione di corrente si è già verificata oggi - 30 giugno - alle 2.46 e alle 5.56, per poi essere ripristinata nel giro di poco tempo. Le ultime segnalazioni si registrano all’ora di pranzo, per l’esattezza alle 13.37, quando alcuni utenti hanno atteso invano il ripristino. «L’Amministrazione ha sentito i referenti regionali di Enel – è intervenuto il Comune di Grado sulla sua pagina Facebook – i quali specificano che l’interruzione elettrica che coinvolge al momento circa 400 utenze del centro cittadino, città Giardino e Pineta è causata da un guasto accidentale dovuto all’eccezionale ondata di calore delle ultime ore alla cabina elettrica sita in via Roma. Al fine di procedere alla rialimentazione delle utenze, si è provveduto all’invio di una power station che verrà attivata nelle prossime ore, presumibilmente entro le ore 18».
Mentre interpellata al telefono, Enel assicura che il disagio verrà risolto «per le ore 19». Fino ad allora, frigoriferi, condizionatori, caricabatterie e altri dispositivi elettronici non potranno essere utilizzati, e si dovrà sopportare l’ondata di calore magari trovando refrigerio in spiaggia. Secondo l'azienda di distribuzione, per monitorare il guasto è possibile collegarsi al sito https://www.e-distribuzione.it/interruzione-corrente-primo.html, dove inserendo il proprio codice POD «è possibile verificare l’orario di ripristino» o segnalare il guasto. Sul medesimo sito si prevede in effetti che il problema venga risolto entro le 18. Una questione direttamente conseguente ai cambiamenti climatici in atto, con cui sempre più spesso dovremo fare i conti. Perché se le ondate di calore rappresentano ormai la normalità e l’Europa è il continente che si sta surriscaldando più velocemente, l’impennata nell’uso dei condizionatori provoca un surriscaldamento dei cavi elettrici o un superamento delle capacità di distribuzione, contro i quali saranno necessarie nuove infrastrutture e strategie alternative.
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