La rinascita
Aurisina Stazione ritrova il suo campetto: «Un pezzo della nostra storia»
Dopo anni di chiusura l'area torna alla comunità grazie alla gestione del Comune. Romita, «qui sono cresciute generazioni di ragazzi, era il cuore della frazione».
Aurisina Stazione si riappropria di uno dei suoi luoghi simbolo. Dopo anni di chiusura e abbandono, il campetto e il parco giochi davanti alla stazione ferroviaria tornano infatti nella disponibilità della comunità grazie alla presa in carico dell'area da parte del Comune di Duino Aurisina.
Nato nel 1981 come struttura comunitaria collegata al Dopolavoro Ferroviario, il campo polivalente non è stato soltanto un impianto sportivo, ma un vero punto di riferimento per intere generazioni di residenti. La sua realizzazione fu resa possibile grazie ai fondi del Dopolavoro Ferroviario, al contributo della popolazione locale, del Principe della Torre e Tasso e dell'attuale Banca di Aurisina.
In un periodo in cui la frazione ospitava numerose famiglie legate al mondo delle Ferrovie, il campetto divenne rapidamente un luogo di incontro e socialità. Qui si giocava a calcetto, tennis e pallavolo, ma si svolgevano anche tornei, feste popolari, iniziative benefiche e appuntamenti molto partecipati come la storica Sagra dello Spiedino. Tra gli eventi ospitati nel corso degli anni non mancarono neppure concerti e momenti di intrattenimento che contribuirono a renderlo uno spazio centrale nella vita della comunità.
«Per molti di noi questo non è mai stato semplicemente un campo sportivo – ricorda il consigliere comunale Massimo Romita, che si definisce ancora oggi "un ragazzo di Aurisina Stazione" –. Era il luogo dove ci si incontrava ogni giorno, dove nascevano amicizie che durano ancora oggi e dove tanti ragazzi hanno trascorso gli anni più belli della loro giovinezza».
Proprio su quel campo, nel 1986, in concomitanza con i Mondiali di calcio, nacque l'Aurisina Cup. Un gruppo di quindicenni, tra cui lo stesso Romita, diede vita a un torneo destinato a diventare uno degli appuntamenti sportivi più longevi e sentiti del territorio.
«L'Aurisina Cup è nata quasi per gioco su quel cemento – racconta Romita –. Nessuno avrebbe immaginato che sarebbe arrivata fino ai giorni nostri. Eppure il cuore di quella manifestazione è rimasto sempre lì, nel campetto davanti alla stazione dove tutto è cominciato». Oggi il torneo, giunto alla 39ª edizione e intitolato ad Andrea Miorin, continua a richiamare ogni estate decine di squadre e centinaia di partecipanti, affiancando all'attività sportiva momenti di solidarietà, animazione e aggregazione.
Negli anni, tuttavia, l'area ha vissuto un progressivo declino. La mancanza di manutenzione da parte delle Ferrovie ha portato alla chiusura del sito, lasciando inutilizzato uno spazio che per decenni aveva rappresentato un punto di riferimento per la frazione. Non sono mancati tentativi da parte di cittadini e associazioni di mantenerlo in condizioni decorose, ma il cancello chiuso e il degrado hanno finito per allontanare le nuove generazioni.
La svolta è arrivata nel 2024, quando il tema è stato portato all'attenzione del Consiglio comunale attraverso un'interpellanza presentata da Romita. Con quell'atto si chiedeva all'amministrazione di avviare un confronto con Ferrovie dello Stato per garantire la riapertura dell'area o valutarne l'acquisizione. «Ho ritenuto doveroso portare questa richiesta in Consiglio comunale perché era una richiesta che arrivava da tanti cittadini – spiega Romita –. Recuperare il campetto significa recuperare un pezzo della nostra identità collettiva».
Da quel momento è stato avviato un percorso che ha visto il coinvolgimento del sindaco e degli uffici comunali. Ferservizi, società del Gruppo Ferrovie dello Stato, ha successivamente formulato una proposta di comodato gratuito quinquennale, rinnovabile, consentendo al Comune di assumere la gestione dell'area e programmare gli interventi necessari per il suo recupero. Per Romita il valore dell'operazione va oltre il semplice aspetto amministrativo. «Restituire questo spazio ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie significa investire nella socialità e nella vita di comunità. Oggi più che mai abbiamo bisogno di luoghi reali dove incontrarci, stare insieme e costruire relazioni».
L'obiettivo è ora quello di riportare il campetto a essere uno spazio sicuro, accogliente e aperto a tutti, mantenendo vivo lo spirito che ne aveva accompagnato la nascita oltre quarant'anni fa. «Sono felice che questo luogo possa tornare a vivere – conclude Romita –. Non sarà il ritorno al passato, perché i tempi cambiano, ma sarà di nuovo un luogo della comunità. Ed è questo che conta davvero».
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.
Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione













