L'ESPOSIZIONE
Ater Gorizia compie 100 anni, in mostra un secolo di edilizia e storia sociale
L'Ente celebra la ricorrenza con un percorso tra multimedialità e intelligenza artificiale. La figura di Giulio Ettore Ritter von Zàhony torna in vita raccontando le origini del primo villaggio operaio.
ATER Gorizia celebra i cento anni di attività con un calendario di iniziative dedicate a ripercorrere la propria storia e a illustrare le attività dell’ente nel tempo. Tra queste, la mostra del centenario rappresenta il principale momento di apertura al pubblico: un’esposizione documentaria e multimediale che ricostruisce l’evoluzione di ATER nel contesto di un territorio di confine, mettendo in relazione lo sviluppo dell’edilizia residenziale pubblica con la storia della città e della sua comunità. Le origini di ATER Gorizia risalgono ufficialmente al primo ottobre 1925, quando con Regio Decreto n. 1884 venne riconosciuto l’Istituto Autonomo Case Popolari Industrie Tessili di Gorizia. Tuttavia, il seme di questa missione era stato piantato già nell’Ottocento grazie alla famiglia Ritter-Rittmeyer, una dinastia industriale che in località Straccis realizzò un intero villaggio operaio pensato non solo come insieme di abitazioni, ma come comunità integrata, con scuole, servizi e spazi per la vita quotidiana delle persone impiegate negli stabilimenti tessili.
Nel corso del 2025 e all’inizio del 2026, per celebrare questo importante traguardo, ATER Gorizia ha promosso numerose iniziative: il Premio ATER 100, un concorso di idee rivolto agli studenti di Architettura per immaginare una nuova vita per il villaggio operaio di Straccis e per il quartiere di via Volta a Monfalcone; la realizzazione di una guida pratica dedicata agli utenti per la gestione dell’alloggio ATER; e l’ospitalità, il 4 e 5 dicembre scorsi, dell’assemblea annuale nazionale di Federcasa, il più rilevante appuntamento italiano dedicato all’edilizia residenziale pubblica. A coronamento di questo percorso, la mostra del centenario apre ora al pubblico la sede di ATER Gorizia. L’esposizione, visitabile gratuitamente per tutto il mese di gennaio 2026, nasce da un ampio progetto di recupero e valorizzazione del patrimonio documentale dell’ente. Un lavoro che ha permesso di riportare alla luce documenti, fotografie, progetti e testimonianze spesso inedite, offrendo ai visitatori una narrazione per immagini e parole capace di attraversare cento anni di storia locale, nazionale e internazionale.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso sei periodi storici che seguono le trasformazioni di Gorizia e del suo tessuto sociale nel corso del Novecento, mostrando come l’edilizia residenziale pubblica sia stata, nei momenti più delicati della storia, una risposta concreta ai bisogni delle persone. Si parte dal periodo austriaco e dalla prima edificazione, quando verso la metà dell’Ottocento la famiglia Ritter diede vita al primo villaggio operaio: 39 case per un totale di 128 appartamenti, affiancati da scuola, asilo, mensa e ospedale, in un modello di comunità che anticipava di decenni i principi dell’edilizia sociale moderna.
Il racconto prosegue con le devastazioni della Prima guerra mondiale, che videro Gorizia trovarsi sulla linea del fronte, e con il passaggio al Regno d’Italia, che portò nel 1925 alla nascita ufficiale dell’Istituto. La Seconda guerra mondiale segna un nuovo periodo di distruzione, seguito dalla drammatica cesura del 1947, quando la Conferenza di pace di Parigi ridisegnò i confini e Gorizia perse gran parte della sua provincia. È il tempo dell’esodo e dell’emergenza abitativa. Gli anni Cinquanta sono quelli della ricostruzione, con il Piano INA Casa e la realizzazione di nuovi complessi residenziali; il boom economico degli anni Sessanta e Settanta coincide con l’espansione dei rioni e con la nascita della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, mentre l’edilizia popolare assume sempre più il ruolo di servizio sociale. Dagli anni Ottanta a oggi, il percorso si concentra sul recupero dei centri storici, sulla riqualificazione delle aree dismesse e sulla trasformazione dell’ente in ATER, avvenuta nel 1999, che oggi gestisce quasi 5mila alloggi sul territorio.
Uno degli elementi più innovativi della mostra accoglie i visitatori fin dall’ingresso. Grazie a un progetto realizzato in dialogo con la famiglia Ritter De Zahony, la figura di Giulio Ettore Ritter von Zàhony, padre della grande industria goriziana e primo presidente della Camera di Commercio, è stata simbolicamente “riportata in vita”. Attraverso avanzate tecniche di intelligenza artificiale e partendo da documenti d’epoca, Ritter racconta in prima persona la propria visione imprenditoriale e sociale, spiegando come il progresso, a suo avviso, non dovesse arricchire pochi ma garantire benessere all’intera comunità. È la stessa lungimiranza che lo portò, nel 1871, a promuovere la realizzazione del primo villaggio operaio, ponendo le basi filosofiche e concrete di quella che sarebbe diventata l’edilizia residenziale pubblica italiana.
La mostra è ospitata presso la sede di ATER Gorizia in Corso Italia 116 ed è aperta al pubblico per tutto il mese di gennaio 2026 con visite guidate gratuite. Per garantire un’esperienza di visita approfondita e di qualità è richiesta la prenotazione, che può essere effettuata tramite il modulo disponibile sul sito di ATER oppure telefonando al numero 0481 593011 negli orari di ufficio. Le aperture sono previste il martedì dalle 15 alle 17, il giovedì dalle 11 alle 13 e il sabato dalle 10 alle 12. «Questa mostra è un atto di memoria e di responsabilità verso il futuro - commenta il presidente di ATER Gorizia Daniele Sergon - aprire i nostri archivi e rendere accessibile la nostra storia significa riconoscere che abitare non è solo una necessità materiale, ma un diritto che riguarda la qualità della vita, il senso di comunità e l’identità di un territorio. Le radici che affondano nell’Ottocento con Ritter ci indicano ancora oggi la direzione: guardare avanti senza dimenticare da dove veniamo».
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