La proposta
Arte e recupero del territorio, il greto dell'Isonzo si trasforma a Sagrado
Coinvolti i ragazzi dei laboratori Comfort Zone nella realizzazione dell'opera di land art di Guido Mitidieri. L'installazione resterà sul fiume, mentre fotografie e video saranno esposti fino al 31 agosto a Trieste.
Un'area spesso poco frequentata del territorio si è trasformata per alcune settimane in un laboratorio creativo a cielo aperto, dove giovani, artisti e realtà locali hanno lavorato insieme dando nuova vita al greto dell'Isonzo. È qui, sotto il ponte di Sagrado, che è nata "Cose di Casa", l'installazione di land art ideata dall'artista concettuale e architetto Guido Mitidieri nell'ambito del progetto "Peripheral Memories", promosso dall'associazione culturale IoDeposito.
L'iniziativa ha coinvolto direttamente i ragazzi e le ragazze dei laboratori Comfort Zone di Sagrado e Villesse, protagonisti di un percorso partecipativo sviluppato durante il mese di luglio. Il cantiere dell'opera si è trasformato così in un'esperienza condivisa, nella quale il lavoro manuale e la collaborazione hanno permesso di costruire un'architettura inserita nel paesaggio fluviale, utilizzando materiali di recupero provenienti dalle aziende del territorio.
L'obiettivo del progetto è mettere in relazione produzione industriale, arte e comunità, trasformando materiali destinati allo scarto in un'opera capace di dialogare con l'ambiente naturale e con la memoria collettiva. Collocata sul greto dell'Isonzo, l'installazione diventa così un luogo simbolico d'incontro, nel quale la materia grezza incontra il paesaggio e le persone. L'opera si presenta come una grande struttura circolare, con un diametro massimo di circa 11 metri, articolata in una serie di cerchi concentrici. Per la sua realizzazione sono stati impiegati 550 "buccioni", ovvero le parti più esterne e grezze della corteccia recuperate dalla prima lavorazione dei tronchi d'abete, posizionati manualmente uno ad uno fino a delimitare un nucleo centrale caratterizzato dalla carbonizzazione del legno.
Durante le settimane di realizzazione sono state organizzate anche diverse visite guidate, che hanno richiamato numerosi partecipanti. I visitatori hanno potuto osservare da vicino l'installazione e percorrerla, approfondendo il significato dell'opera, che richiama l'archetipo della casa come luogo di protezione, ascolto e appartenenza. «L'installazione "Cose di Casa" si trova presso l'area golenale del fiume Isonzo e la sua collocazione non è frutto del caso - spiega Guido Mitidieri -. Questa opera, come altre della mia produzione, cerca di rendere nuovamente pensabile ciò che, proprio perché ritenuto evidente, sembra aver cessato di essere interrogato: la temporalità e la precarietà».
Per il sindaco di Sagrado, Marco Vittori, il progetto ha rappresentato anche un'occasione di valorizzazione del territorio: «È stato importante riscoprire e riqualificare un'area solitamente trascurata del nostro territorio, mettendola al centro di un'azione artistica e, insieme, di tutela dell'ambiente. Fondamentale è stata la collaborazione con il Comune di Villesse, gli altri Comuni limitrofi sede di laboratori e centri giovani e con il Demanio, che ha reso possibile questa idea concedendo subito tutti i permessi necessari. Queste iniziative dimostrano che le aree periferiche, se riattivate in modo coinvolgente, possono riacquistare nuova luce».
La realizzazione dell'opera è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra numerose realtà del territorio. Il progetto è stato promosso e curato dall'associazione culturale IoDeposito con il supporto del Cluster Legno Arredo Casa FVG, mentre la materia prima è stata fornita da Domini Legnami Srl di San Pier d'Isonzo. I giovani della rete dei laboratori Comfort Zone hanno partecipato direttamente alle attività di cantiere e alla costruzione dell'installazione.
Pensata come un intervento temporaneo affidato all'evoluzione naturale del paesaggio, "Cose di Casa" continuerà però a vivere anche attraverso la documentazione realizzata durante tutte le fasi del progetto. Fotografie, riprese video e immagini aeree effettuate con drone raccontano infatti la nascita dell'opera e ne restituiscono la geometria dei cerchi concentrici inserita nel contesto del fiume. Questo materiale, insieme a una video-intervista all'artista, è esposto nella mostra "Peripheral Memories", visitabile fino al 31 agosto negli spazi di "Foresta in Città", in via Giusto Muratti 1 a Trieste. L'installazione può essere raggiunta dalla sponda dell'Isonzo sotto il ponte di Sagrado, nei pressi del parcheggio adiacente al ponte, di fronte alla diga. La mostra triestina è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, con ingresso gratuito. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.bsidewar.org e sui canali social di IoDeposito.
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