L’archeologo Marco Meneghini racconta a Romans la storia della necropoli tardoantica di Villanova di Farra

L’archeologo Marco Meneghini racconta a Romans la storia della necropoli tardoantica di Villanova di Farra

GIOVEDì 14 MAGGIO

L’archeologo Marco Meneghini racconta a Romans la storia della necropoli tardoantica di Villanova di Farra

Di REDAZIONE • Pubblicato il 11 Mag 2026
Copertina per L’archeologo Marco Meneghini racconta a Romans la storia della necropoli tardoantica di Villanova di Farra

Appuntamento alle 20.30 a Casa Candussi Pasiani. Lo sviluppo del sepolcreto e lo studio dei reperti ritrovati sono al centro della tesi di laurea magistrale discussa nel 2024 dal relatore.

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Si terrà giovedì 14 maggio alle ore 20:30, al Centro Culturale di Casa Candussi – Pasiani di Romans d’Isonzo, la conferenza dell’archeologo Marco Meneghini dal titolo “La necropoli tardoantica - altomedievale di Villanova di Farra. Ricostruzione del contesto archeologico e ipotesi interpretative”.

L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale - Gruppo di Ricerca “I Scussòns” e si inserisce nel ciclo di incontri “Conversazioni culturali 2026” promosso dall’associazione in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Romans d’Isonzo. L’iniziativa fa inoltre parte della “Setemane de Culture Furlane” istituita dalla Società Filologica Friulana.

L’oggetto della conferenza sarà il sepolcreto scoperto fortuitamente nel 1987 nelle campagne di Villanova (frazione di Farra d’Isonzo), che rappresenta uno dei più interessanti siti archeologici del genere scoperti nell’Isontino negli ultimi decenni. A parlarne sarà Meneghini, goriziano classe ’73 che nel 2024 ha conseguito la Laurea Magistrale nel corso interateneo di archeologia delle Università di Ferrara, Modena - Reggio Emilia, Trento e Verona con una tesi incentrata proprio sul sepolcreto di Villanova.

Il sito è composto circa da un centinaio di tombe di diverso tipo - a incinerazione, a inumazione in terra e a cassa di arenaria – che abbracciano una cronologia molto ampia: dal II al VII secolo dopo Cristo, con una continuità di utilizzo del sito a fini sepolcrali per almeno cinque secoli. Gli scavi, diretti dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, sono cominciati negli anni successivi al rinvenimento.

Alla conferenza di giovedì, Meneghini illustrerà i risultati delle ricerche condotte nell’ambito della propria tesi, incentrata in particolare sullo studio degli oggetti provenienti dai corredi delle tombe – molti dei quali restano inediti e mai catalogati. È grazie alla classificazione tipologica e alla datazione dei molti reperti rinvenuti che si è potuta ipotizzare una cronologia delle sepolture e delle fasi di sviluppo della necropoli, collegandola con i principali eventi storici del territorio.

Focus dell’incontro, anticipa il neo-archeologo, saranno anche «le interessanti correlazioni ed i confronti fra la necropoli di Villanova e quella longobarda di Romans, scoperta contemporaneamente alla prima ma che si sovrappone cronologicamente alla stessa solo per un breve periodo nella fase finale della frequentazione».

«Anche se non mancano pubblicazioni inerenti alla necropoli, finora non esisteva una pubblicazione organica del sito comprendente il catalogo degli oggetti» continua Meneghini: la sua tesi è dunque il primo lavoro accademico a contenerlo. Dallo studio dei reperti emerge inoltre «una stretta connessione con la metropoli di Aquileia ed il suo porto, ma soprattutto con la viabilità di epoca romana che transitava poco distante dal sito, ponendo in comunicazione la parte occidentale ed orientale dell’Impero Romano», conclude l’archeologo.  

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