Aquileia, riuniti dopo sette secoli i tre frammenti originali del Vangelo di Marco: la mostra presentata a Roma

Aquileia, riuniti dopo sette secoli i tre frammenti originali del Vangelo di Marco: la mostra presentata a Roma

L’INIZIATIVA

Aquileia, riuniti dopo sette secoli i tre frammenti originali del Vangelo di Marco: la mostra presentata a Roma

Di REDAZIONE • Pubblicato il 10 Set 2026
Copertina per Aquileia, riuniti dopo sette secoli i tre frammenti originali del Vangelo di Marco: la mostra presentata a Roma

Dall'11 settembre, a Palazzo Meizlik l'esposizione che ricongiunge le parti del manoscritto custodite tra Cividale, Venezia e Praga, separate dalla loro storia medievale. Il progetto ha ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana.

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Per la prima volta dopo circa sette secoli, le tre parti originali del Vangelo di Marco, oggi conservate a Cividale del Friuli, Venezia e Praga, tornano riunite ad Aquileia, il luogo in cui la loro storia ebbe origine. Dal 12 settembre 2026 al 25 aprile 2027, Palazzo Meizlik ospita "Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo", mostra promossa e organizzata dalla Fondazione Aquileia che ricostruisce in una prospettiva d'insieme il racconto di uno dei manoscritti più contesi del Medioevo europeo.

L'esposizione è stata presentata questa mattina a Roma, presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, nel corso di un incontro moderato dal giornalista Paolo Conti. Sono intervenuti il rettore Olof Brandt, il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo, il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, i tre curatori Martina Dlabajová, Cristiano Tiussi e Luca Villa, e in qualità di prestatori la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli Angela Borzacconi e il cancelliere del Capitolo Metropolitano della Cattedrale di San Vito di Praga Vladimir Kelnar.

L'esposizione è il punto d'arrivo di un intenso lavoro di diplomazia culturale intrapreso dalla Fondazione, che ha messo in dialogo istituzioni civili, religiose e museali italiane e ceche. La mostra è resa possibile grazie alla collaborazione con il Comune di Aquileia, la Basilica di Aquileia, l'Arcidiocesi di Gorizia, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli, la Procuratoria di San Marco di Venezia, il Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga, l'Archivio del Castello di Praga presso la Cancelleria della Presidenza della Repubblica Ceca e l'Arcidiocesi di Praga.

Il Codex Forojuliensis, o Evangeliario di Cividale, oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale della città friulana, contiene i Vangeli di Matteo, Luca e Giovanni: in origine comprendeva anche quello di Marco. Risalente al VI secolo, giunse ad Aquileia verso la metà del IX secolo, probabilmente all'epoca del patriarca Teodemaro, che vi appose la propria firma, diventando uno dei più importanti libri liturgici della Chiesa aquileiese. Tra il XII e il XIII secolo il Libro di Marco venne estratto dall'Evangeliario per cominciare una vita autonoma, venerato come autografo dell'Evangelista e a sostegno della tradizione che riconosceva in san Marco il primo evangelizzatore della regione nord-adriatica.

Fu proprio la sua natura di reliquia a determinare l'ulteriore smembramento del Vangelo. Nel 1354 il re Carlo IV di Boemia, di passaggio in Friuli durante il viaggio verso Roma per ricevere la corona imperiale, chiese al fratellastro Nicolò di Lussemburgo, allora patriarca di Aquileia, alcune pagine del Vangelo per la Cattedrale di Praga: i documenti che attestano quella cessione sono oggi esposti in mostra. Nel 1420, dopo la conquista del Patriarcato, la Repubblica di Venezia prese possesso di quanto restava del manoscritto e lo fece trasferire nella Basilica di San Marco, sancendo simbolicamente la sottomissione di Aquileia alla Serenissima.

La mostra mette in luce anche un altro aspetto del codice: tra la seconda metà del IX e gli inizi del X secolo, prima dello smembramento, l'Evangeliario aveva assunto la funzione di Liber Vitae, sulle cui pagine sono annotati oltre millecinquecento nomi di persone giunte da un'area vastissima, dall'Alemagna alla Baviera, dalla Carantania alla Pannonia, dalla Moravia alla Croazia, dalla Bulgaria a Bisanzio, oltre trecento dei quali di origine slava: un documento fondamentale per comprendere la sfera di influenza della Chiesa di Aquileia nell'area alpino-adriatica e nell'Europa orientale.

Attorno ai due frammenti del Vangelo di Marco e all'Evangeliario di Cividale, il percorso di Palazzo Meizlik accosta opere di grande rilievo: otto formelle della Cattedra eburnea di San Marco di Grado, capolavoro del VII secolo in prestito dal Castello Sforzesco di Milano, presentate con una ricostruzione virtuale; l'architrave della pergula realizzata dal patriarca Giovanni II per la Cappella di San Marco in Sant'Eufemia a Grado, la più antica iscrizione occidentale nota con il nome di san Marco, esclusa Roma; la capsella reliquiario dei martiri Canziani; i documenti originali praghesi del 1354 con i sigilli del patriarca Nicolò e la firma di Carlo IV; le pale d'altare di Giovanni Antonio Guardi e Augusto Tominz. Un'installazione interattiva consente di sfogliare virtualmente i codici, mentre una sala immersiva ricostruisce l'evoluzione millenaria del complesso basilicale di Aquileia.

Per ragioni di tutela, i fogli in pergamena del Vangelo di Marco e dell'Evangeliario di Cividale, materiali estremamente fragili, saranno esposti in originale solo nelle prime sei settimane di apertura, per poi cedere il posto a riproduzioni digitali ad alta risoluzione; la teca-reliquiario veneziana resterà invece visibile per l'intera durata dell'esposizione.

Per il suo alto profilo, la mostra ha ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana e il patrocinio del Presidente della Repubblica Ceca, ed è stata realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Friuli Venezia Giulia e di PromoTurismoFVG. Il progetto è accompagnato da un catalogo in quattro lingue, pubblicato da Gaspari Editore, e si completa con un sistema di itinerari nei luoghi della vicenda marciana, dalla cripta degli affreschi della Basilica di Aquileia, a Grado, a San Canzian d'Isonzo.

«Una mostra come questa non nasce da un'intuizione isolata, ma dalla capacità di tenere insieme per anni istituzioni distanti per storia, lingua e giurisdizione» ha dichiarato il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo. «Aquileia è stata, nei secoli, uno dei luoghi in cui si è costruita l'idea di un'Europa fatta di rapporti tra popoli e territori, prima ancora che di confini. Che i Presidenti Sergio Mattarella e Petr Pavel abbiano voluto riconoscere questo progetto non è un atto formale: è il segno che due Stati vi leggono un valore che oltrepassa i confini nazionali».

«Aquileia è una città dell'anima e della memoria: porto e soglia sull'Adriatico, ha intrecciato per secoli rotte di arte, fedi e idee tra Mediterraneo, Europa e Oriente» ha dichiarato il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino. «La mostra riunisce dopo quasi un millennio le tre parti originali dell'Evangeliario di San Marco, ricomponendo una storia che attraversa Friuli, Venezia, Praga, il mondo slavo. Ringraziamo la Fondazione Aquileia per averla tramutata in realtà».

Per la curatrice Martina Dlabajová, «i tre frammenti del manoscritto di san Marco sono stati separati dalla storia, ma non hanno mai smesso di appartenere allo stesso racconto. Riunirli oggi ad Aquileia, dopo sette secoli, è un momento storico». Il direttore della Fondazione Aquileia e curatore Cristiano Tiussi ha sottolineato come «non esponiamo soltanto una reliquia celebre: raccontiamo come un libro abbia costruito identità e legittimato poteri, da Aquileia a Venezia a Praga». Il curatore Luca Villa ha infine ricordato il valore del Liber Vitae: «Oltre millecinquecento nomi che fotografano l'Europa carolingia in movimento, dai sovrani franchi ai principi slavi».

Fanno parte del Comitato d'onore della mostra, tra gli altri, il cardinale José Tolentino de Mendonça, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, il patriarca di Venezia Francesco Moraglia, l'arcivescovo di Gorizia Giampaolo Dianin, l'arcivescovo di Praga Stanislav Přibyl, l'arcivescovo di Udine Riccardo Lamba e il vescovo di Trieste Enrico Trevisi.

La mostra "Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo" è visitabile a Palazzo Meizlik, in via Patriarca Popone 7 ad Aquileia, dal 12 settembre 2026 al 25 aprile 2027. Informazioni su www.ilvangelodimarco.org e www.fondazioneaquileia.it.

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