Antonio Bonne, il primo cittadino dimenticato: il teatro riporta alla luce una pagina di storia goriziana

Antonio Bonne, il primo cittadino dimenticato: il teatro riporta alla luce una pagina di storia goriziana

L'APPUNTAMENTO

Antonio Bonne, il primo cittadino dimenticato: il teatro riporta alla luce una pagina di storia goriziana

Di REDAZIONE • Pubblicato il 30 Gen 2026
Copertina per Antonio Bonne, il primo cittadino dimenticato: il teatro riporta alla luce una pagina di storia goriziana

Uno spettacolo teatrale in scena il 2 febbraio a Gorizia ricostruisce la figura del primo sindaco democraticamente eletto dopo l’annessione all’Italia. Un racconto civile e umano che invita a riflettere sulla memoria storica della città.

Condividi
Tempo di lettura

C’è una pagina della storia goriziana poco conosciuta, ma fondamentale per comprendere il delicato passaggio che la città attraversò all’inizio del Novecento. È la vicenda di Antonio Bonne, primo sindaco democraticamente eletto di Gorizia dopo l’annessione all’Italia, una figura istituzionale oggi quasi assente dal racconto pubblico locale.

Siamo nei primi anni Venti, in una città che ha appena cambiato Stato e assetto istituzionale, segnata da profonde trasformazioni politiche, sociali e culturali. In quel contesto complesso, Bonne rappresentò un’idea di amministrazione sobria e civile, destinata però a essere rapidamente oscurata dagli eventi successivi e dalla progressiva radicalizzazione del clima politico. Una rimozione silenziosa che, nel tempo, ha relegato ai margini una figura centrale in una fase cruciale della storia cittadina.

Proprio per colmare questo vuoto di memoria, un gruppo di appassionati di storia e cultura ha scelto di riportare alla luce la vicenda di Antonio Bonne attraverso una forma narrativa capace di parlare a un pubblico ampio: il teatro. Lunedì 2 febbraio, alle 18.30, nella sala Incontro di San Rocco, andrà in scena lo spettacolo “Antonio Bonne – una persona perbene”, un monologo teatrale che racconta la figura del sindaco attraverso lo sguardo della moglie, Petronilla.

È lei a rievocare i momenti salienti dei primi anni della Gorizia post-annessione, le speranze legate a una nuova stagione amministrativa, le difficoltà quotidiane e il progressivo mutamento del clima politico. Una scelta narrativa che si discosta dalla ricostruzione storica tradizionale per privilegiare un racconto umano e civile, capace di restituire complessità e profondità a una figura rimasta a lungo sullo sfondo della memoria collettiva.

Lo spettacolo non si propone come una lezione di storia né come un’operazione celebrativa, ma come un’occasione di riflessione sul rapporto tra passato e presente. In un tempo in cui la storia locale rischia spesso di essere semplificata o dimenticata, iniziative come questa contribuiscono a riaprire interrogativi importanti: su chi governa, su come si esercita il potere, su quali storie una città decide di ricordare e quali, invece, di lasciare nell’ombra.

Foto di Vado a vivere a Gorizia

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione

×