IL RAPPORTO
‘Animali in città’: Monfalcone tra i Comuni migliori in regione ma Ronchi e San Canzian arrancano
La rilevazione di Legambiente su 447 enti fotografa un territorio a due velocità sui servizi per gli animali d'affezione. Performance ‘scarsa’ anche per Asugi.
Monfalcone si distingue, Ronchi dei Legionari e San Canzian d'Isonzo restano indietro. È la fotografia dell'Isontino che emerge dal XV Rapporto nazionale Animali in Città di Legambiente, la più ampia rilevazione indipendente sui servizi pubblici per gli animali d'affezione in Italia, che nell'edizione 2026 ha raccolto le risposte di 447 Comuni e 43 Aziende sanitarie.
Monfalcone si piazza al 71esimo posto nazionale con una performance giudicata "buona" e un Indice di Convivenza Urbana di 27,3, confermando il dato dell'anno precedente. Risultato positivo anche per Doberdò del Lago, che con un giudizio "sufficiente" si colloca all'87esimo posto, seppur in calo di una posizione. Ben diversa la situazione di Ronchi dei Legionari, 300esimo su 447 con una performance "insufficiente" e un indice di 20 punti che il rapporto classifica come "servizi da rafforzare", e di San Canzian d'Isonzo, al 329esimo posto, anch'esso insufficiente e in calo, con un indice di 19 punti.
Un dato preoccupante riguarda Asugi, l'Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, che si piazza al 42esimo posto su 43 aziende sanitarie partecipanti, con una performance giudicata "scarsa".
Il rapporto segnala che il randagismo non è più legato principalmente agli abbandoni estivi, oggi molto ridimensionati, ma a cause strutturali: cucciolate casalinghe non controllate, mercato online senza filtri, mancata iscrizione all'anagrafe e assenza di formazione di base per chi acquisisce un cane. A pesare sono anche i costi a carico dei Comuni per la custodia e il mantenimento nei canili rifugio, un onere particolarmente gravoso per i piccoli enti.
«Bene l'adozione in Regione del microchip e della sterilizzazione dei gatti, in vigore dal 1° luglio 2026 - ha dichiarato Sandro Cargnelutti, presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia. «Auspichiamo presto una formazione di base obbligatoria per chi sceglie un animale d'affezione: migliora il benessere dell'animale e del proprietario, evita cucciolate indesiderate, riduce il randagismo e i costi per Comuni e aziende sanitarie». Cargnelutti ha ricordato anche i numeri dei reati contro gli animali in regione nel 2024: 163 illeciti penali, 143 persone denunciate, un arresto e 64 sequestri.
Il rapporto propone due misure concrete: rendere la formazione cinofila di base un prerequisito obbligatorio e gratuito per ogni cittadino che acquisisca un cane, finanziato da un fondo nazionale vincolato per i servizi veterinari essenziali, e riformare il riparto dei costi tra Aziende sanitarie e Comuni, fissando per legge la durata della fase sanitaria a carico dell'Azienda e lasciando al Comune gli oneri della fase di adozione e sensibilizzazione.
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