Alluvione di novembre 2025, il Pd provinciale chiede uno studio idraulico sul Judrio

Alluvione di novembre 2025, il Pd provinciale chiede uno studio idraulico sul Judrio

LA NOTA

Alluvione di novembre 2025, il Pd provinciale chiede uno studio idraulico sul Judrio

Di REDAZIONE • Pubblicato il 29 Gen 2026
Copertina per Alluvione di novembre 2025, il Pd provinciale chiede uno studio idraulico sul Judrio

La segretaria Sara Vito e il responsabile ambiente, Michele Tofful, «Lavori urgenti, ma servono pianificazione e prevenzione». Richiamati il Piano di gestione del rischio alluvioni e i ritardi sul Piano Clima regionale.

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A due mesi dall’alluvione del 17 novembre, che ha colpito duramente il territorio isontino, il Partito democratico torna a chiedere alla Regione un cambio di passo nella gestione del rischio idraulico. La segretaria provinciale del Pd isontino Sara Vito e il responsabile provinciale Ambiente Michele Tofful sollecitano in particolare la realizzazione di uno studio idraulico sul fiume Judrio, ritenuto indispensabile per prevenire il ripetersi di eventi simili.

«Abbiamo chiesto uno studio idraulico per lo Judrio – afferma Vito – perché l’emergenza climatica è una priorità ed è necessario adottare tutte le misure più opportune per impedire che simili eventi possano ripetersi. A due mesi dall’alluvione, la Regione faccia sapere se questo studio è stato avviato e a che punto si trovi». Secondo gli esponenti dem, gli interventi di manutenzione dell’alveo del Judrio e del Versa realizzati nelle ultime settimane rappresentano un primo passo, ma non sufficiente.

«Ben vengano i lavori di manutenzione e cura del territorio – aggiungono – ma oggi serve più che mai pianificazione e programmazione. Non è accettabile che la risposta si limiti ai lavori post alluvione sotto il ponte di Versa: a monte ci sono altri ponti con notevoli quantità di materiale vegetale e litoide intrappolato». L’obiettivo, sottolineano, deve essere quello di agire in prevenzione e non soltanto in situazioni di emergenza.

Nel dettaglio, Tofful auspica che la Regione riconosca come prioritarie per l’Isontino le misure già previste dal Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA). Tra queste cita la Misura 23-1, per ridurre la vulnerabilità degli edifici in aree allagabili; la Misura 31-1, per la gestione dei deflussi e delle piene dei sistemi naturali; le Misure 35-1 e 35-2, dedicate alla manutenzione regolare e ambientalmente integrata dei punti critici come ponti e restringimenti; e la Misura 42-1, per l’aggiornamento dei piani di emergenza.

Secondo il responsabile Ambiente del Pd, la mitigazione del rischio alluvionale dovrebbe rientrare in una pianificazione più ampia, che parta dal Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, passi attraverso il PGRA dell’Autorità di bacino distrettuale e arrivi al Piano clima regionale, previsto dalla legge FVGreen. «Ad oggi – osserva Tofful – risulta definita solo la roadmap per la predisposizione della Strategia e del Piano, che richiederà un arco temporale di tre anni e non vedrà la luce prima del 2028».

«Questi strumenti – conclude – devono essere finanziati e attuati quanto prima, perché l’emergenza climatica non aspetta».

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