IL PRESIDIO
Allarme per il Mercato Coperto di Gorizia: Forum chiama i cittadini a un incontro pubblico
Negli ultimi anni le attività sono passate da 30 a 6. Mobilitazione per il 17 gennaio.
“AAA. Cercasi futuro a buon mercato” è lo slogan del gruppo di goriziani (e non) che combattono per salvaguardare il quasi centenario Mercato Coperto all’incrocio tra via Boccaccio e corso Verdi. L’edificio imponente non è solo emporio, ma luogo di incontro, socialità, scambio, cultura. Il Mercato è un vero e proprio patrimonio collettivo, un posto fatto di merce e di persone, un luogo in cui poter scoprire l’essenza di un popolo che vive la sua città.
Ma è un patrimonio che Gorizia sta perdendo. Lo si nota visibilmente entrando nell’edificio: di fronte alla porta un corridoio vuoto, ai lati le poche bancarelle che espongo i loro prodotti. C'è chi si ricorda com'era il mercato 30 anni fa, e chi spera di trovarci un giorno la stessa vitalità che si respira nei mercati delle grandi città. A Gorizia invece c'è un mercato che contava trenta venditori, e che ora vede resisterne sei: gli ultimi a svuotare il banco sono due venditori di frutta e verdura, che hanno chiuso con l’inizio del 2026.
Nel tentativo di riempire gli spazi vuoti sono state appoggiate delle fotografie, finestre sui prodotti e le persone “di una volta”. Ma ciò che preme all’interno delle mura del Mercato Coperto non è la voglia di un nostalgico ricordo, ma la necessità di far vivere un’arteria essenziale e costituente della città, per la città. Si vedono appesi i tondi verde acqua di Go! 2025, simbolo che il Mercato è riconosciuto come uno dei luoghi che rappresentano Gorizia. Ma non pare paradossale e ipocrita il fatto che consigliamo ai turisti un luogo che parla di noi, ma che sta sparendo sotto i nostri occhi?
Ecco che da anni si parla del Mercato Coperto, si pongono interrogativi, si mettono sul tavolo idee, si cercano i fondi per una ristrutturazione. Oggi a parlare della situazione, che pare più uno “scarica barile” tra Comune e Confcommercio, sono i rappresentanti di Gorizia è tua, Laura Fasiolo Sindaca, Noi Mi Noaltris GO!, Ragione Autonoma FWD, Andrea Bellavite, il Partito Democratico di Gorizia e San Floriano, ANPI VZPI Gorizia Gorica, Legambiente Gorizia e Insieme per Gorizia Liberale.
Sabato 17 gennaio, alle 10, si richiama l'attenzione di tutta la cittadinanza di fronte al Mercato Coperto.
Il presidio organizzato da Forum per Gorizia riunisce tutte le forze politiche di opposizione – e non – per istituire un momento di riflessione e dare voce ai dubbi. «Siamo qui dopo l’ennesima chiusura di alcuni banchi nel Mercato – dice Anna Gentile di Forum – uno dei punti di riferimento della città, per cui i cittadini sono interessati e preoccupati. Lo svuotamento del mercato si traduce nell’impoverimento della città. Da anni sentiamo parlare solo di progetti faraonici inapplicabili e proposte di investimenti economicamente insostenibili».
C’è stata infatti la volontà di prendere come esempio i mercati delle grandi città – qualcuno ha parlato del Mercato di Madrid – nella prospettiva di vedere rinascere Gorizia come città turistica, Nel presidio “AAA. Cercasi futuro a buon mercato” le proposte sono più “terra terra”: per rivitalizzare il Mercato si potrebbe, per esempio, puntare sulla produzione a km 0 e legarla a una filiera corta, come le mense scolastiche.
«Per fare qualcosa di reale bisogna ascoltare la città – spiega Rosa Tucci, consigliera comunale di Gorizia è tua – bisogna procedere secondo studi analitici e, prima di tutto, si deve mettere a norma l’edificio, in particolare il riscaldamento». Qui un altro paradosso per il Mercato Coperto: non vengono concessi nuovi contratti agli operatori perché l’edificio non rispetta le norme, nonostante ci siano venditori con un contratto valido che permette loro di svolgere la loro attività entro i termini dello stesso (i contratti sono a tempo determinato e non rinnovabili).
«In consiglio comunale le risposte alle interrogazioni sono molto vaghe – continua Tucci – e nel progetto di finanziamento triennale appena approvato il Mercato non è stato citato neanche una volta».
Quando si parla effettivamente della questione, i progetti sembrano essere calati dall’alto, senza una condivisione d’intenti e d’interessi con la comunità, che è la prima a giovare di questo bene essenziale. «Non è condivisibile il modo in cui si lavora sui progetti – interviene Davide Trevisan, corrispondente del Partito democratico di Gorizia – organizzati a riunione chiusa senza concretezza per i cittadini. Il Mercato Coperto è attrattivo per i turisti, ma deve esserlo anche per la città».
Ecco che qualcuno inizia a pensare che il depauperamento del Mercato sia volontario: il sostanziale immobilismo di fronte alla questione potrebbe nascondere volontà di terzi e privati. L’edificio storico potrebbe essere usato con altri scopi o venduto, dopo essere stato svuotato dalla sua funzione, storia e vita. «Con la giunta Ziberna abbiamo visto questa tendenza negli ultimi dieci anni – parla Andrea Picco, consigliere comunale di Noi Mi Noaltris GO! – quando tutto è stato deciso senza che l’amministrazione parlasse con la comunità. Così si perde il senso che ha la “cosa pubblica”. Perché c’è un segreto sul mercato?»
«Da una parte sentiamo che non si possono mettere in pratica le idee – spiega la rappresentante di Insieme per Gorizia Liberale Giulia Roldo – dall’altra parte le idee non ci sono. La verità è che c’è ostruzionismo anche nei confronti di chi vuole lavorare ma non ha bandi a cui iscriversi, nonostante le richieste».
Presente anche Laura Fasiolo: «Vogliamo uscire da un’inerzia insopportabile, considerato il mutuo da un milione 200mila euro chiuso nel cassetto. Dobbiamo costruire un movimento civico di partecipazione attiva, in modo da tutelare questo luogo di prestigio. I cittadini hanno il diritto e il dovere di preservare uno degli elementi costitutivi della città».
Dal campanello di persone che si sono riunite intorno ai politici e ai giornalisti interviene un signore con il giornale sottobraccio, appena comprato nell’edicola vicina, che ci fa ben capire il ruolo che gioca un mercato nel tessuto sociale cittadino: «Qui ho costruito rapporti e amicizie incomparabili. L’edificio non richiama solo la storia della città, ma anche la sua anima. La qualità dei prodotti, il rapporto di fiducia, il contatto umano: sono cose che non si trovano facilmente, e perderli sarebbe una grande tristezza».
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