Alessio Milani vince ancora la 100 km del Passatore: bis e titolo italiano per il portacolori dell'Atletica Monfalcone

Alessio Milani vince ancora la 100 km del Passatore: bis e titolo italiano per il portacolori dell'Atletica Monfalcone

LA VITTORIA

Alessio Milani vince ancora la 100 km del Passatore: bis e titolo italiano per il portacolori dell'Atletica Monfalcone

Di Mattia Zucco • Pubblicato il 25 Mag 2026
Copertina per Alessio Milani vince ancora la 100 km del Passatore: bis e titolo italiano per il portacolori dell'Atletica Monfalcone

Il corridore friulano ha tagliato il traguardo di Faenza in 6 ore, 47 minuti e 42 secondi, precedendo Bartolotti di otto minuti. Milani, «sono nella storia e nel cuore della gente».

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Un anno di infortuni, sei mesi di stop, una preparazione travagliata e poi, al traguardo di Faenza, le lacrime. Alessio Milani, ultramaratoneta classe 1982 dell'Atletica Monfalcone, ha vinto per il secondo anno consecutivo la 100 km del Passatore, la storica ultramaratona da Firenze a Faenza giunta alla sua 51esima edizione, tagliando il traguardo in 6 ore, 47 minuti e 42 secondi. Un risultato straordinario, reso ancora più prezioso da un doppio inedito: per la prima volta Milani si è laureato anche campione italiano assoluto di 100 chilometri, abbassando al tempo stesso il proprio record personale di tre minuti rispetto al 2025. 

Nata nel 1973, la 100 km del Passatore è uno degli eventi simbolo della corsa su strada estrema, capace di unire tradizione, emozione e sfida personale in una delle prove più affascinanti del panorama internazionale. Quest'anno alla partenza da Piazza del Duomo a Firenze si sono presentati 3.348 atleti su 3.523 iscritti, sotto un sole cocente con 39 gradi. La vera svolta della gara è arrivata nella lunga ascesa verso il Passo della Colla di Casaglia, il tratto più iconico e selettivo della corsa, dove Milani ha cambiato definitivamente marcia prendendo il comando e iniziando a scavare un distacco sempre più pesante sugli avversari. Al traguardo Milani ha preceduto Enrico Bartolotti di circa otto minuti, con il francese Julien Nison terzo a dieci minuti dalla vetta. 

Il percorso verso questo secondo successo è stato tutt'altro che lineare. «Vengo da un anno difficile - racconta Milani - Dopo il Passatore dello scorso anno ho deciso di fermarmi per sei mesi per curare al meglio la pubalgia di cui soffrivo. Ho ricominciato a correre praticamente a gennaio di quest'anno, e poi ho avuto altre piccole problematiche che mi hanno rallentato la preparazione, non ultima la sciatica a metà aprile. Sapevo di arrivare all'appuntamento non al massimo. Le ultime settimane mi sono reso conto che stavo bene, ma non sapevo se avessi tutta quella distanza nelle gambe. Mi mancava fiducia».

In gara, però, Milani ha messo da parte i dubbi e si è affidato alla propria testa. «Non dovevo pensare agli altri ma unicamente a me stesso, seguendo le mie frequenze e le mie sensazioni. Vedevo che tutti erano dietro di me, e da lì ho deciso di continuare col mio programma. Chilometro dopo chilometro siamo rimasti in tre: il francese si è staccato mentre Brambilla, l'altro italiano, mi ha staccato di una cinquantina di metri. Nel giro di un paio di chilometri l'ho recuperato, e da lì ho fatto praticamente gara da solo fino alla fine».

All'arrivo, l'emozione ha preso il sopravvento (Milani si commuove durante l'intervista, n.d.r.). «Pensi a tutto quello che hai sofferto, ed è stato incredibile. Non è facile vincere una volta, e due di fila ovviamente ancora di più. Pochi nella storia ce l'hanno fatta. So di aver fatto qualcosa di eccezionale, ma non me l'aspettavo minimamente. Sono nella storia e nel cuore della gente».

A testimonianza del livello della prestazione, il record assoluto della manifestazione appartiene ancora a Giorgio Calcaterra, dominatore della corsa con dodici vittorie consecutive tra il 2006 e il 2017, fissato in 6 ore, 25 minuti e 46 secondi: un riferimento che continua a rappresentare un obiettivo al momento lontano per tutti gli amanti della gara.

Foto di Gianni Zampiglione

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