Gorizia ricorda Nereo Medves, al Kulturni Dom un concerto in suo onore

Gorizia ricorda Nereo Medves, al Kulturni Dom un concerto in suo onore

L'appuntamento

Gorizia ricorda Nereo Medves, al Kulturni Dom un concerto in suo onore

Di Rossana D'Ambrosio • Pubblicato il 12 Gen 2026
Copertina per Gorizia ricorda Nereo Medves, al Kulturni Dom un concerto in suo onore

L'evento è in calendario il 21 gennaio alle 20.30 con ingresso a offerta libera. Il ricavato verrà devoluto alla biblioteca di Cividale dove l’uomo leggeva fiabe ai bambini.

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Negli anni Settanta Warren Beatty si scontra con la bicicletta contro un mezzo nel celebre “Il Paradiso può attendere”, finendo col suo clarinetto in Paradiso prima del concordato 2025. A lasciarci durante un giro in moto lo scorso anno è stato anche Nereo Medves, che per tragica fatalità ha interrotto in un soffio una vita di altruismo e generosità. Nato a Gorizia nel 1966, in giovinezza aveva suonato per anni nelle band dell’isontino, nonostante fosse da tempo residente a Cividale. Dove, oltre ad affiancare il comandante dei vigili nel Friuli Orientale, dedicava il tempo libero alle letture per bambini. È per ricordare il grande impegno e talento – e lasciare un segno in suo nome – che gli amici delle band hanno organizzato un concerto in sua memoria. L’evento si svolgerà al Kulturni Dom di Gorizia mercoledì 21 gennaio dalle 20.30 e prevede ingresso a offerta libera, il cui ricavato verrà devoluto alla biblioteca di Cividale del Friuli per portare avanti le sue passioni più grandi: la lettura e la musica. «Era affettuoso e solare – ricorda la compagna Barbara - ma soprattutto coinvolgente e generoso, con un continuo bisogno di imparare».

Una completa dedizione per i bambini, ai quali intendeva tramandare l’amore per la lettura insegnando come in ogni libro possa celarsi una nuova avventura. «Nereo aveva una grande dote – puntualizza la bibliotecaria – riusciva a incantare con la sua voce piccoli e grandi. Consapevole di questa sua capacità aveva accolto, circa quindici anni fa, la proposta di entrare a far parte del gruppo “Il magazzino delle favole”». «Al piano sopra al quale lavorava aveva la biblioteca – racconta ancora Barbara - dove i lettori volontari vengono chiamati a leggere negli asili o in biblioteca». Ai libri univa la passione per le marionette, nel cui museo "Podrecca" aveva letto “Pinocchio” innanzi a una platea di bimbi affascinati. Da un lato il mondo delle fiabe e della scrittura, dall’altra lo studio della matematica e dell’informatica, unita alla curiosità per stelle e i pianeti: «Mi portava nelle camminate serali sopra Cividale – prosegue - per vedere le stelle». E infine c’era quel vecchio amore per la musica, esibendosi in piazza Vittoria con la fisarmonica o suonando al sax pezzi dei Pink Floyd assieme ai Sigma Five, per poi passare ai Remengo Brothers: «Di lui ho un ricordo meraviglioso – interviene Flavio Drigo – lo conobbi a 17 o 18 anni, oggi ne ho 58. Frequentavamo insieme Sant’Ignazio, decidemmo di fondare una cover band dei Pink Floyd in cui Nereo suonava fisarmonica e sax. Siamo andati avanti con questa cover band chiamata Sigma Five per poi perderci di vista e rincontrarci un annetto fa, a discutere del passato in maniera goliardica. L’aspetto che più mi ha colpito è stato sentire al suo funerale il discorso del comandante e dei colleghi, che l’hanno descritto esattamente come lo ricordavo: con un entusiasmo coinvolgente verso tutti. Mi ha convinto persino a cantare sul palco di piazza Vittoria, per un carnevale, nonostante fossi molto timido.

Andavamo a suonare sull’Isonzo o sul monte Quarin, assieme a Pierluigi Bumbaca che portava il contrabbasso. Allora non c’erano telefonini, non si perdeva tempo in quelle cose». Due i gruppi che si esibiranno in concerto: gli “ex” Sigma Five – attualmente Pink Passion – e i Remengo Brothers, con i quali si è unito in seguito. «Erano due anni e mezzo che non suonavamo – confessa – ma ci siamo ritrovati per rendergli omaggio». Fra i brani da proporre spicca «il suo cavallo di battaglia» “Us and them” dell’album “The dark side of the moon”, dove Nereo interveniva con il “poetico monologo” al sassofono. Ma stavolta a suonarlo sarà Fabio Primavera, che rievocherà l’amico attraverso la stessa partitura. Nella scaletta non mancherà “Another Brick in The Wall”, “Comfortably Numb” e l’accorato e struggente “Wish You Were here”. «Ci siamo persi di vista – ammette Flavio – ma era una di quelle amicizie che, se anche non ci si vede per anni, alla fine ci si rincontra ed è come se non fosse passato neanche un giorno». Un’occasione doppiamente speciale che vedrà l’intervento del tastierista Gianluca Fecchio, il quale nonostante risieda a Berna da anni scenderà in Italia per suonare in ricordo dell’amico.

All’iniziativa promossa da Alessandro Spanghero ha subito aderito con entusiasmo l’altra band: «Abbiamo condiviso un bel percorso insieme – riflette Oscar Duiz dei Remengo Brothers - Nereo era il direttore dell’associazione fiati che avevamo al tempo, per cui aveva organizzato la sezione e scritto le partiture. La nostra è una conoscenza di lunga data, insieme avevamo suonato con la Big Band Gone with the Swing di Cormons per diversi anni, e prima ancora negli anni Novanta, con un altro gruppo chiamato Topsy. Era una persona solare e disponibile, oltre che un genio della matematica: non per niente aveva grande facilità nello scrivere le partiture. Una persona con mille interessi: curiosa, poliedrica, iperattiva, con talenti molteplici». Insieme si dedicavano alla black music, e prima ancora a swing, latino-americano e jazz: «Nel gruppo precedente era anche anchormen – precisa - intrattenendo fra un pezzo e l’altro». Una passione iniziata a Gorizia in una saletta di via Orzoni, proseguita negli anni nonostante i numerosi impegni. «Ci siamo persi e ritrovati – aggiunge - infine si è trasferito a Cividale, ma abbiamo continuato a frequentarci. Aveva un’empatia rara da trovare, ed era instancabile, con tanta voglia di esplorare. Ci manca tanto». A ricordarlo è lo stesso comandante della Polizia locale di Cividale, Fabiano Gallizia:

«Era preciso e scrupoloso – rimarca - ma fuori da qui aveva attività molteplici. Era un artista che coltivava due passioni: la musica e, come volontario, la lettura per bambini». Incaricato di seguire il sistema informatico della centrale operativa, il suo scrupolo andava di pari passo con la generosità: «La mattina si presentava con le brioche o le paste – rammenta commosso - che andava a prendere dove lavorava il figlio. Quand’è stato il suo compleanno, un mesetto fa, le brioche le ha portate la sua compagna: così abbiamo festeggiato il suo compleanno con le brioche che avrebbe portato lui. La scelta di organizzare un concerto in suo nome – conclude - è una grande dimostrazione d’affetto verso una persona che sapeva circondarsi d’amicizia. Nel mondo in cui viviamo oggi, in cui tutti sono uno contro l’altro, è giusto riconoscere ciò che si è fatto in vita». «È stato un fulmine a ciel sereno – commenta ancora l’amico Oscar - quelle cose che, quando succedono, non riesci a darti una spiegazione. Un incidente anche banale, e lo abbiamo perso». Era un meraviglioso pomeriggio di fine maggio, quando l’estate è vicina e la montagna si rivela in tutta la sua bellezza. In un istante la strada sul torrente lo ha tradito. Ma noi lo immaginiamo così, come Joe Pendleton (Warren Beatty) che continua a suonare il clarinetto anche in Paradiso: se percepite delle note fra prati e foreste, non è il vento, ma soltanto Nereo che sta suonando il suo sax. 

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