IL PROGETTO
Agrivoltaico a ridosso del Versa, il Comune: «Prima le opere idrauliche»
DR1 Srl, società controllata al 100% da Verbund Green Power Italia, propone un impianto da quasi 5 MW su un'area di 58 mila metri quadrati
Un nuovo progetto fotovoltaico torna ad accendere il confronto sul territorio di Romans d'Isonzo, questa volta in un'area particolarmente delicata: quella a nord di Versa, interessata dall'ultima alluvione e destinata, secondo quanto riferito dall'amministrazione comunale, a diventare una zona di allagamento controllato a protezione dell'abitato.
La proposta è stata presentata da DR1 Srl, società con sede a Milano interamente partecipata da Verbund Green Power Italia, e riguarda la realizzazione di un impianto agrivoltaico denominato "PV33 Baracca". Il progetto prevede una superficie di 58.004 metri quadrati e una potenza complessiva di 4.998,24 kW. La connessione alla rete dovrebbe avvenire presso la cabina della zona produttiva di Cormons, con il collegamento che interesserebbe anche il territorio comunale di Medea.
La collocazione del progetto assume un peso particolare alla luce degli eventi alluvionali che hanno colpito Versa. La zona individuata per l'impianto si trova infatti in un'area agricola che già oggi svolge, di fatto, una funzione di accumulo delle acque meteoriche. Secondo l'amministrazione comunale, inoltre, l'area è destinata a essere interessata da interventi di allagamento controllato, nell'ambito del percorso avviato con la Regione per il rafforzamento delle difese idrauliche dell'abitato.
«Nulla deve interferire con la messa in sicurezza»
Il Comune sottolinea quindi la necessità che il nuovo procedimento non interferisca con gli interventi previsti per la sicurezza idraulica. In particolare, l'amministrazione riferisce che, nel corso di un primo confronto online con i tecnici regionali, sarebbe stata ribadita la necessità che il progetto non possa «compromettere, ritardare o solo interferire» con il percorso per il rafforzamento delle difese idrauliche e la salvaguardia della popolazione.
Tra le opere indicate come prioritarie figurano l'innalzamento dell'argine nord e la realizzazione della zona di allagamento controllato, comprese le relative stazioni di pompaggio e scarico. Per l'amministrazione si tratta di interventi urgenti, che dovrebbero essere finanziati e realizzati con la massima priorità. Il Comune guarda ora alla posizione della Direzione regionale ambiente, chiamata a sovrintendere sia alle questioni legate alla difesa del suolo sia a quelle relative allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.
Riparte anche il progetto PV39 Romans La nuova proposta arriva mentre prosegue anche l'iter autorizzativo per un altro impianto promosso da Verbund Green Power Italia, il PV39 Romans, previsto tra via del Castelliere e viale Trieste.
In questo caso l'area interessata è più estesa, pari a 100.540 metri quadrati, mentre la potenza prevista raggiunge 5.999,04 kW. Il collegamento alla rete sarebbe effettuato attraverso la cabina di San Pier d'Isonzo. Il progetto, sottolinea il Comune, ha già subito diversi ridimensionamenti nel corso dell'istruttoria. La sua collocazione rimane tuttavia a ridosso del centro urbano di Romans d'Isonzo e proprio questo elemento ha alimentato fin dall'inizio le perplessità dell'amministrazione e di una parte della comunità. Anche il Consiglio comunale si è espresso in senso contrario alla realizzazione dell'impianto in quella posizione. Dopo le diverse fasi istruttorie, comprese osservazioni e richieste di integrazione, il procedimento si avvia ora verso la conferenza dei servizi, che sarà chiamata a determinare l'esito dell'iter autorizzativo regionale.
Il Comune di Romans d'Isonzo conferma intanto la propria posizione negativa rispetto alla realizzazione del PV39 nell'area individuata. Secondo l'amministrazione, la proposta finirebbe per incidere sulla funzione pianificatoria dell'ente locale e, nel caso specifico di Romans, non sarebbe coerente con le previsioni del Piano paesaggistico regionale né con una logica complessiva di sviluppo territoriale.
Resta quindi aperto il confronto con la Regione su due fronti distinti ma destinati a intrecciarsi: da una parte la necessità di accelerare gli interventi di messa in sicurezza idraulica di Versa, dall'altra l'esame dei progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Gli atti non sono disponibili sui portali regionali Il Comune segnala infine che, al momento, i due procedimenti autorizzativi e le relative proposte progettuali non risultano accessibili pubblicamente sui portali regionali.
Gli interessati possono tuttavia richiedere la documentazione attraverso un'istanza di accesso documentale alla Direzione regionale ambiente, sulla base del decreto legislativo 195/2005, che recepisce la direttiva 2003/4/CE e disciplina il diritto di accesso alle informazioni ambientali detenute dalle autorità pubbliche. L'accesso deve essere garantito, secondo quanto ricordato dal Comune, entro 30 giorni. È inoltre possibile presentare, anche parallelamente, un'istanza di accesso civico generalizzato ai sensi del decreto legislativo 33/2013.
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