I CHIARIMENTI
Acconto Tari 2026, Isontina Ambiente spiega: «Calcolo su 10 mesi e non su 6 come nel 2025»
Fa ancora discutere la stangata sull’acconto ricevuto dagli utenti di Ronchi e Staranzano. Ecco i chiarimenti sugli avvisi di pagamento recapitati.
I conti parlano chiaro e un salasso così alto i cittadini non se lo sarebbero aspettati. La questione dell’acconto Tari 2026 di Isa Ambiente fa salire ancora di più la temperatura già bollente di questi giorni. La vicenda riguarda in particolare Ronchi dei Legionari ma pare che nella vicina Staranzano non vada meglio.
In relazione alle segnalazioni e alle osservazioni emerse, Isontina Ambiente ha ritenuto opportuno fornire alcuni elementi utili «per una corretta lettura degli importi riportati». Il chiarimento arriva tramite una nota. Assodato che l’avviso attualmente recapitato alle utenze costituisce l’acconto della tassa per il corrente anno, la società partecipata comunica che rispetto all’anno precedente c’è «una differenza sostanziale nelle modalità di calcolo».
«L’acconto ricevuto nel 2025 era stato determinato su un periodo di sei mesi, mentre quello recapitato nel 2026 è stato calcolato su dieci mesi» spiega la nota.L’azienda segnala pure che l'avviso 2026 comprende le quote perequative pari a 0,60 euro, che lo scorso anno erano state inserite nell'avviso a saldo, il contributo "bonus rifiuti" introdotto da ARERA a tutela delle famiglie meno abbienti, pari a 7 euro per ciascuna utenza, e una quota presuntiva relativa agli svuotamenti del rifiuto secco riferita ai primi quattro mesi di applicazione della tariffazione puntuale.
«La scelta di calcolare l’acconto su dieci mesi è stata adottata al fine di evitare situazioni anomale derivanti dall’applicazione del bonus sociale rifiuti, che per numerose utenze, avrebbe potuto determinare importi in acconto negativi con conseguenti richieste di conguagli da ri-addebitare in fase di saldo – prosegue la nota - non si tratta, pertanto, di una scelta volta a “fare cassa” quanto piuttosto di una modalità tecnica adottata per gestire al meglio l’applicazione di una novità introdotta da ARERA a tutela delle utenze più deboli».
Provando a “tradurre” meglio il passaggio, vorrebbe dire che la rimodulazione garantisce l'efficacia del bonus sociale rifiuti. «Un periodo inferiore avrebbe ridotto l'importo di molti avvisi al di sotto della soglia minima di fatturazione prevista dal regolamento comunale, impedendone l'emissione – viene precisato - in caso contrario, i beneficiari dell'agevolazione non avrebbero ricevuto l'acconto, trovandosi a saldare l'intera tariffa annuale in un'unica soluzione al momento del conguaglio».
E ancora Isa Ambiente: «Ad oggi non è ancora possibile conoscere l’effetto della tariffazione puntuale sulle singole famiglie poiché dipenderà dal comportamento tenuto nelle modalità di conferimento del rifiuto secco residuo nel corso dell’anno visto che il principio del nuovo sistema di tariffazione è proprio quello di correlare una parte del tributo alla produzione effettiva di rifiuto indifferenziato premiando i comportamenti maggiormente virtuosi». «In questo senso consigliamo a tutti di ridurre al minimo il numero di esposizioni o di svuotamenti del rifiuto ricordando come il mancato ritiro del mastello del secco comporterà l’addebito della massima quota di tariffa puntuale pari a 52 svuotamenti» conclude la nota.
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