Grado, la sfilata dei mezzi storici dei pompieri incanta cittadini e turisti dell'Isola

Grado, la sfilata dei mezzi storici dei pompieri incanta cittadini e turisti dell'Isola

Il raduno

Grado, la sfilata dei mezzi storici dei pompieri incanta cittadini e turisti dell'Isola

Di Rossana D'Ambrosio • Pubblicato il 17 Mag 2026
Copertina per Grado, la sfilata dei mezzi storici dei pompieri incanta cittadini e turisti dell'Isola

Il passaggio delle autopompe anche tra Bisiacaria e Aquileia. Apprezzati la parata con le divise d'epoca e le esibizioni con la scala.

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Sorrisi, fontanelle d’acqua a bagnare i passanti e brindisi con la birra a suon di banda. Se la pioggia di questi giorni non ha concesso tregua, la sfilata degli automezzi d’epoca e dei gruppi in uniforme non poteva che essere benedetta dal sole, che ha fatto capolino proprio ad apertura del giro per le strade dell’Isola d’Oro. Si è svolta nel pomeriggio di oggi – 16 maggio - la parata dei Vigili del Fuoco nel 25esimo Raduno Internazionale di Grado, che dopo il tour di questa mattina dipanatosi per 98 chilometri fra Aquileia, Palmanova, Cormons, Gradisca e altri comuni, ha preso avvio dalle Terme snodandosi fino al cuore della città in piazza Biagio Marin. Fra le diverse compagini, a esibirsi innanzi al Municipio in bilico sulla scala che pare toccare le nuvole sono i volontari di Dosoledo, della provincia di Belluno: «Davamo una mano agli effettivi da venticinque anni – riferisce Sergio – mentre ora ci godiamo la pensione». «Il nostro gruppo ha presentato una scala controventata – chiarisce Paolo – alta 10.33 metri». Nella piazza la rampa viene sostenuta da quattro corde per circa otto minuti: «È una tradizione che ormai si sta perdendo – continua – e che ripresentiamo da vent’anni, aggiungendo sempre più dettagli. Si tratta di un’operazione abbastanza rischiosa, che richiede mesi di preparazione». A raccontarsi fra musica e bicchieri di birra sono invece Lucien Zimmermann e Toni Lanciano, venuti con i compagni dalla Svizzera insieme alle autocisterne “Saurer”: «Appartengo ai pompieri di Wetzikon da cinque o sei anni – rivela Lucien – e la considero l’attività più allettante che ci sia, perché mi consente di aiutare gli altri».

Impiegato come perito informatico, Zimmermann affianca il volontariato a sostegno della comunità, dedicandosi anche a sensibilizzare i più piccoli nelle scuole. «Siamo partiti da casa alle quattro di mattina per festeggiare fino a lunedì – precisa Toni -. Veniamo da una cittadina vicino Zurigo, con i nostri carri del 1971 e 1976 abbiamo percorso quasi 700 chilometri». Dalla vicina Maur proviene invece il modello W200 della Mowag costruito nel 1962, il cui telaio a trazione integrale consentiva spostamenti agevoli anche con precipitazioni nevose. Direttamente dal Tirolo spicca il fuoristrada Steyr-Puch Haflinger 700 AP, in grado di spostarsi su terreni impervi o montuosi e proveniente dal borgo di Ellmau. Qui - ai piedi del monte Wilder Kaiser, dove negli anni Novanta venne girata la serie televisiva “Un dottore tra le nuvole” - Georg Berger presta servizio volontario dal 1986: «In Austria – ammette – quello del volontario è considerato un servizio fondamentale. Nel nostro caso non è eccessivamente impegnativo, in quanto la vita è quella di un piccolo villaggio: le esercitazioni vengono svolte un giorno a settimana, gli incarichi una volta ogni due. Naturalmente è importante prestare attenzione alla propria incolumità, affinché possa svolgersi tutto per il meglio».

Fra i veicoli storici uno Steyr 480 in dotazione ai volontari di Wimpassing dove lavora Martin Heinig: «Mi trovo nei Vigili del Fuoco dal 2012 – rimarca - e sono il comandante del corpo di Wimpassing im Schwarzatale, nella Bassa Austria. La nostra squadra è formata da 75 membri, di cui 55 volontari». Duvenstedt sorge invece a una ventina di chilometri da Amburgo, la seconda città più popolosa della Germania dopo Berlino. Qui lavora Patrick Benke insieme ai colleghi Thomas Kramp, Björn Poggensee, il comandante Timo Obertop e il resto della squadra affiatata: «Svolgo quest’attività da una decina d’anni – riferisce Patrick - mentre altri da quindici o più. Ad Amburgo la situazione è complessa, con molti casi difficili di cui si è sentito ai giornali». Senza scavare a ritroso nell’incendio del 1842 che distrusse un terzo della città, quello dello scorso anno impegnò oltre 320 vigili del fuoco e soccorritori accorsi contro il rogo divampato nell’area portuale. «In media abbiamo 370mila casi di intervento all’anno – riporta - a fronte dei quali il personale deve essere sempre preparato. Salvo in questo momento – scherza mostrando il calice di spritz – lo siamo sempre». Ad allietare i momenti conviviali è il foodtruck Rosso Fuoco dell’ex area Baffi dove Nicolas serve arrosticini, pulled wrap, cheese burger o le immancabili patate fritte.

«Staremo qui fino a domani – rassicura dal tendone – per offrire hamburger e quant’altro; abbiamo un pulled pork davvero fantastico fatto da noi». A prendere parte alle celebrazioni lo stesso giornalista e consigliere comunale di Brunico Weger Reinhard, da lungo tempo nel comando in Val Pusteria. «Sono stato per vent’anni comandante dei Vigili del Fuoco - chiosa l’altoatesino – per un centro abitato che mediamente affronta tra i 500 e gli 800 interventi all’anno. Siamo un gruppo forte di un centinaio di volontari: in caso di necessità ci richiamano in caserma e agiamo tempestivamente. Lo facciamo per 24 ore su 24 durante tutto l’anno». Costanza e impegno confermati anche dal vicecomandante Borut Mihelj di Nova Gorica: «Il nostro è un team formato da 35 persone – spiega – e in media siamo impegnati per un intervento e mezzo al giorno». Se nella città gemella di Gorizia vivono 15mila residenti, l’insieme dei comuni coperti dal corpo dei pompieri d’oltreconfine conta oltre 60mila abitanti. «È un mestiere pericoloso solo per chi non sa farlo e non riceve adeguata formazione – assicura –, perché nel momento in cui si conoscono i pericoli si prendono le contromisure». Nell’intera Slovenia le figure permanenti ammontano a circa 900 unità, che coesistono con i 30mila volontari: «Da noi – aggiunge - il volontariato ricopre un ruolo importante.

È un sistema rimasto in eredità dall’Impero austroungarico, del quale ancora andiamo fieri. Conosciamo anche il modello del vostro Paese, di cui i colleghi italiani possono dirsi altrettanto orgogliosi». Sul piatto una collaborazione transfrontaliera che assicuri il reciproco intervento in caso di necessità: «Stiamo implementando la collaborazione – prosegue – come già in passato è stato fatto, quando si riuscì a ratificare un accordo riguardante il confine fra Slovenia e Italia che interessasse i dieci chilometri di frontiera. Così che qualsiasi cosa accada, è possibile intervenire in soccorso dell’altro come durante gli incendi sul Carso. Che rappresentarono le prime circostanze per la messa in opera dell’accordo, stipulato giusto un mese prima. Lo applicammo subito. Però non sono gli accordi, a gestire nel concreto gli incendi. L’aiuto è rappresentato dalle persone – insiste - e qui in questi spazi abbiamo la possibilità di migliorarci. Alla fine, quest’evento è un modo per conoscersi, parlarsi, confrontarsi». D’altronde - come sostengono i portoghesi – il fuoco si spegne «con il latte, il vino e l’olio» di uliveti, pascoli o vigneti, ma prima di tutto con il sostegno reciproco. La manifestazione si concluderà domani con la benedizione degli elmi innanzi al Duomo e il passaggio del testimone al 26esimo Raduno.

Foto di Rossana D'Ambrosio.

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