Industria aeronautica
A Gorizia il progetto per costruire nuovi aerei anfibi antincendio: 1miliardo di investimento per 1200 posti di lavoro
L’idea dell’ex pilota Renato Sacchetti prevede la nascita all’aeroporto Duca d’Aosta di uno stabilimento per l’assemblaggio del velivolo “WF-X Waterfall”. Prevista la produzione dei primi esemplari all’inizio del prossimo decennio.
Un investimento industriale da circa un miliardo di euro potrebbe riportare Gorizia al centro dell’industria aeronautica europea. Oggi, 16 marzo, è stato infatti presentato il progetto per realizzare all’Aeroporto “Duca d’Aosta” uno stabilimento dedicato alla costruzione di un nuovo velivolo anfibio antincendio destinato a operare nei cieli di tutto il mondo. Il programma ruota attorno al WF-X “Waterfall”, un aereo progettato per la lotta agli incendi boschivi e pensato per affiancare o sostituire i Canadair oggi in servizio. Il velivolo sarà assemblato proprio a Gorizia, mentre componenti e tecnologie verranno sviluppati da una rete di aziende italiane e internazionali del settore aerospaziale.
Alla guida dell’iniziativa c’è la Società 19-01 Holding, fondata dall’imprenditore ed ex pilota civile Renato Sacchetti, già noto nel settore per aver ideato il primo simulatore di addestramento per i piloti del Canadair CL-415. La scelta della zona non è casuale. L’aeroporto goriziano dispone infatti di ampi spazi, di un traffico aereo limitato e della relativa vicinanza al mare, elemento fondamentale per le prove e le operazioni di carico dell’acqua. Anche se il prototipo – cinque previsti per un costo a pezzo di 43milioni di euro – sarà assemblato e testato a Ronchi dei Legionari. L'assemblaggio del WF-X avverrà presso l'Aeroporto Duca d'Aosta, dove saranno occupati circa 10 ettari di superficie, nelle aree più prossime a via Trieste.
Per le prove di volo, che richiedono una pista in asfalto di almeno 2.500 metri, la società si insedierà anche presso l'Aeroporto di Trieste - Ronchi dei Legionari, dove utilizzerà circa 4mila metri quadri in due hangar entro la fine del 2027. Il piano industriale prevede la realizzazione di nuovi hangar su circa dieci ettari dell’area aeroportuale, tra Gorizia e Savogna d’Isonzo. I lavori dovrebbero partire nel 2027, mentre il primo prototipo dell’aereo è previsto intorno al 2029. La produzione in serie potrebbe iniziare all’inizio del prossimo decennio, con una capacità stimata di circa venticinque velivoli all’anno.
L’impatto economico prospettato è rilevante. Lo stabilimento dovrebbe impiegare circa 1.200 addetti tra tecnici, operai e ingegneri aerospaziali, con un indotto stimato in migliaia di posti di lavoro distribuiti tra Friuli Venezia Giulia e territori vicini. Se il progetto verrà realizzato secondo le tempistiche annunciate, l’area di Gorizia potrebbe trasformarsi in uno dei principali poli europei dedicati alla produzione di velivoli per l’antincendio aereo, un settore in crescita anche a causa dell’aumento degli incendi boschivi legati al cambiamento climatico.
Si tratterebbe, però, di una sfida per l’Aeroporto, gestito dalla Consortile «in maniera eroica», come ha ribadito il sindaco Ziberna, e per la città stessa che dovrebbe fronteggiare la situazione abitativa. In ogni caso, il progetto andrà appena concluso così come gli itinera per le varie autorizzazioni. Tra i presenti alla conferenza stampa, oltre al sindaco e al Ceo e fondatore dell’holding 19-01 che ha in capo il progetto, Renato Sacchetti, anche Alessandro Zenna della Sbem e la già eurodeputata Elisabetta Gardini.
«Il nostro è un progetto che è iniziato nel 2011 e che ha ancora 7 anni davanti a sé», ha ribadito Sacchetti che ha descritto il nuovo velivolo che sarà in grado di operare di notte e con una maggiore efficacia rilasciando acqua lentamente e a più bassa quota aumentandone la portata. La produzione inizierà presumibilmente nel 2032.
Dal canto suo il sindaco di Savogna d’Isonzo, Luca Pisk, pur soddisfatto del progetto si auspica «una maggior collaborazione tra i Comuni. Ma se è una cosa positiva ben venga un progetto nuovo». Soddisfazione anche da parte del ministro Luca Ciriani, presente con la senatrice Francesca Tubetti e la vicesindaca di Gorizia Chiara Gatta, che ha ribadito come «si è saputo far marketing territoriale facendo capire che il territorio è molto competitivo ben più di altri. La nostra è una terra che è abitata a fare e non a parlare».Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.
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