700 chilometri a piedi fino a Santiago: Andrea Tomasella racconta il suo Cammino

700 chilometri a piedi fino a Santiago: Andrea Tomasella racconta il suo Cammino

IL RACCONTO

700 chilometri a piedi fino a Santiago: Andrea Tomasella racconta il suo Cammino

Di F.D.G. • Pubblicato il 07 Set 2026
Copertina per 700 chilometri a piedi fino a Santiago: Andrea Tomasella racconta il suo Cammino

Il consigliere comunale di Gorizia è partito da Lisbona il 6 agosto ed è giunto a destinazione dopo 30 giorni. Il ‘diario di viaggio’ dell’esperienza a puntate sul suo canale YouTube.

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«Sono partito da Lisbona il 6 agosto e, dopo 30 giorni e oltre 700 chilometri a piedi, ho raggiunto Santiago de Compostela. Era il mio secondo pellegrinaggio dopo il Cammino Francese di cinque anni fa, ma la strada si è rivelata fin da subito diversa: il Cammino Portoghese è ruvido, diretto e, sotto molti aspetti, decisamente più sfidante».

Comincia così il racconto di Andrea Tomasella della sua recente esperienza sulla celebre via di pellegrinaggio portoghese. Un cammino che per il consigliere comunale di Gorizia ha avuto il significato particolare della chiusura di un cerchio rimasto aperto per cinque anni: «Nel 2021, quando completai il Cammino Francese, a causa delle restrizioni sanitarie non era consentito compiere il tradizionale rito dell'Abbraccio all'Apostolo. Questa volta, invece, ho potuto finalmente salire al camarín e abbracciare Santiago. Dopo la preghiera al Sepolcro e la Messa del Pellegrino, ho potuto completare tutti i principali riti del pellegrinaggio».

«I primi chilometri verso nord mi hanno messo alla prova con l'asfalto, il traffico e il caldo torrido dell'estate portoghese – racconta il consigliere – poi, il paesaggio è cambiato: raggiunta Porto e imboccata la Senda Litoral, ho camminato affiancato dall'Oceano Atlantico, affrontando la forza del vento e la pioggia battente, prima di trovare il verde intenso della Galizia». Tomasella ha scelto di arricchire il percorso fino a Santiago de Compostela con una deviazione per Fátima: oltre 120 chilometri in quattro tappe consecutive particolarmente impegnative, ma ripagate dal «profondo significato spirituale» della visita alla cittadina in cui nel 1917 apparve la Vergine Maria.

Tra i momenti più intensi del Cammino c'è stata la Variante Espiritual, «un tratto che unisce la bellezza della natura alla tradizione religiosa della Traslatio, percorsa in battello fino all'ultimo segmento a piedi verso Santiago». Ma il vero cuore del viaggio, continua Tomasella, sono stati gli incontri e le persone: «Se per i primi 400 chilometri ho convissuto per la maggior parte del tempo con la solitudine, nella seconda metà del percorso ho condiviso la strada con pellegrini di tutto il mondo. Nei piccoli villaggi, attraversando persino il confine fra Portogallo e Spagna sull'acqua, ho toccato con mano l'autenticità e l'orgoglio delle comunità locali, dove un semplice "Buen Camino" apriva le porte a conversazioni nuove». «Tra tutte, porto con me le parole di Saverio, un pellegrino volontario incontrato qualche giorno prima dell'ingresso a Santiago: "Ci sono tante persone sul Cammino, ma c'è poco Cammino nelle persone" – racconta il consigliere - un invito sincero a lasciarsi attraversare dall'esperienza, non limitandosi a misurare i passi».

E infine, l'ingresso in Praza do Obradoiro: «Un momento di emozione che a parole faccio fatica a spiegare. È stato come se la fatica e i passi di un intero mese si liberassero tutti in un solo istante. Ma proprio per questo il momento dell'arrivo ha assunto un significato ancora più forte». Il consigliere comunale ha documentato giorno per giorno il suo viaggio su YouTube, sia per tenerne un diario personale che «per permettere a chi mi segue di camminare al mio fianco». Le puntate con le ultime tappe del percorso devono ancora essere pubblicate.

«È presto per decifrare tutto ciò che questo pellegrinaggio mi ha lasciato: le esperienze più forti hanno bisogno di tempo per sedimentare – conclude Tomasella - resta ferma però la convinzione che i Cammini siano uno strumento formidabile per mettere in relazione persone, culture ed economie locali, con importanti prospettive anche per i piccoli centri. Da consigliere comunale, arrivo a Gorizia con una nuova energia e la profonda convinzione di dover continuare a lavorare per valorizzare i Cammini e il nostro territorio».

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