Il 2026 «anno difficile» secondo i fuochi epifanici. «Richiederà impegno e coraggio»

Il 2026 «anno difficile» secondo i fuochi epifanici. «Richiederà impegno e coraggio»

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Il 2026 «anno difficile» secondo i fuochi epifanici. «Richiederà impegno e coraggio»

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 07 Gen 2026
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Sei alcuni si dicono propositivi, come a Versa o Redipuglia, altri rilanciano le future difficoltà.

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Hanno sentenziato: seime, fugarele, pignarûi, pan e vin si sono espressi, secondo l’antica tradizione, anche nel Goriziano per dare un tono all’anno appen cominciato. Se positiva è stata la fogarela ‘solidale’ organizzata a Versa il 5 gennaio, con una cospicua presenza che ha voluto testimoniare la propria vicinanza a Mauro Delpin e il fumo che si è levato verso sud-est in un auspicio favorevole, non lo è stata altrettanto la seima di Vermegliano.

Qui, organizzata dalla locale squadra della Protezione Civile, la seima ha decretato che l’anno altalenante nella sua prima metà mentre è stato definito «preoccupante» per la seconda metà, come letto nel fumo da Ennio Medeot. In ogni caso, l’occasione è stata come sempre propizia per quasi duemila persone di ritrovarsi assieme e festeggiare quella che tradizionalmente è la festa che ‘porta via’ tutte le altre.

A Turriaco, invece, il responso è stato positivo: il Seimo, unico maschio in un territorio dove i fuochi epifanici si declinano al femminile, è stato acceso, tra i vari, anche da Anderson Felice, il brasiliano figlio di emigranti che è arrivato in zona grazie al lavoro del Gruppo Costumi tradizionali bisiachi. Un lavoro, quello di Turriaco, che ha visto impegnati vari ‘mistri’, coloro che lo preparano, e oltre a Mauro, che l’ha acceso, ci sono stati Fabio, Alessandro, Elisa, ma anche Elena e Danilo, provenienti da Boviso Masciago, in provincia di Milano.

Anche Redipuglia ha dato assenso positivo, «buona prospettiva» ha detto il saggio Armando Benfatto. Seima che ha riscosso ottimo successo così come quella del campo De Cenci Cosolo per la Seima de la Barca che ha voluto devolvere il ricavato all’Associazione DinAmici.

Accesi, invece, ieri sera, 6 gennaio, altri fuochi epifanici tra cui quello di Viscone che ha dato un responso facilmente definibile tragico: il fumo si è mosso verso ovest, “soreli a mont”, che secondo l’antica tradizione friulana vuol dire un anno di miseria e disgrazie. Ad Aquileia, poi, la Cabossa, ha parlato chiaro: il fumo è andato verso occidente. «Sarà un anno che richiederà impegno, costanza e coraggio da parte di tutti noi. Ma non dobbiamo lasciarci intimorire, come sempre sapremo trasformare ogni sfida in un’occasione di crescita e miglioramento», così il sindaco, Emanuele Zorino. «Facciamoci guidare dalla solida pietra angolare della nostra eredità culturale, quella su cui da secoli si fonda la comunità aquileiese. È da essa che continuiamo a trarre forza, coesione e fiducia per affrontare insieme il cammino che ci attende», ha concluso Zorino. 

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