Il peso della riforma sullo sport spiegato a Gorizia, «ecco cosa cambia»

Il peso della riforma sullo sport spiegato a Gorizia, «ecco cosa cambia»

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Il peso della riforma sullo sport spiegato a Gorizia, «ecco cosa cambia»

Di Eliana Mogorovich • Pubblicato il 26 Ott 2023
Copertina per Il peso della riforma sullo sport spiegato a Gorizia, «ecco cosa cambia»

Ieri la serata dedicata alla contestata riforma dello sport, in arrivo una ventina di sportelli grazie alla Regione per aiutare le società .

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Sprazzi di ottimismo (a dire il vero pochi) in un panorama di amarezza. E, a esprimerlo, un naturale e divertito alternarsi di italiano, sloveno e friulano. Ieri sera il confronto a Gorizia fra Edy Reja e Giorgio Brandolin “Lo sport: ieri, oggi e domani” ha incollato alle poltrone del Kulturni dom molti dirigenti di società  sportive locali interessati a comprendere come muoversi a seguito della recente approvazione della riforma dello Sport. Poco si è parlato del passato, se non per tracciare una linea netta fra un mondo in cui le strutture e le possibilità  di praticare attività  fisica a livello agonistico erano molto ridotte rispetto a oggi.

Le capacità  di allenatori e atleti, però, erano superiori così come più semplice e senza mediazioni era l'approccio alla fisicità  grazie ai campetti dell'oratorio sempre aperti e frequentati. L'unico dato positivo trapelato dalla serata, guidata dal direttore del Kulturni dom Igor Komel, è la consapevolezza che almeno nella nostra regione dopo il terremoto del 1976 le strutture sportive siano state ricostruite o ristrutturate secondo moderni criteri di sicurezza. Si tratta di un dato non scontato nel resto della Penisola nè a Trieste, in qualche modo penalizzata dalla radicata presenza delle società  nel tessuto cittadino.

Una presenza, questa, risalente ai primi anni Venti del Novecento cioè all'epoca cui risalgono molte delle palestre collegate ai vari sodalizi. Dopo aver aperto uno spiraglio il raggio di sole gettato sul presente da queste considerazioni, il presidente del Comitato regionale del Coni Giorgio Brandolin ha snocciolato alcuni numeri: attualmente sono circa venti gli atleti regionali che vengono reclutati alle Olimpiadi, tre sono i calciatori che da questo estremo lembo del Nordest approdano alla Nazionale e un notevole sviluppo lo hanno conosciuto a livello regionale le società  che si occupano di disabilità .

Qui però si sono esaurite le buone notizie della serata, cui hanno partecipato nel pubblico anche il prefetto Raffaele Ricciardi e l'assessore comunale allo Sport Giulio Daidone. Archiviati i tempi dell'autonomia dello sport dalla politica, ad aggravare la situazione è recentemente intervenuta la riforma del settore ampiamente contestata da Brandolin con una polemica che ha raggiunto lo stesso ministro dello Sport Andrea Abodi. A scatenare la rabbia del presidente del Coni regionale, condivisa da tutta la platea così come da Reja e Komel, è la nuova figura del lavoratore sportivo.

Polemica anche sulle altre modifiche di una riforma che andrà  a colpire pesantemente le piccole ma numerosissime Asd Aassociazioni sportive dilettantistiche) cui sono affidati la formazione, il tempo libero e alcune delle fondamentali esperienze di vita dei bambini e dei ragazzi che vi sono iscritti. «In regione solo la Triestina e l'Udinese calcio sono società  di professionisti, per il resto parliamo di circa 2900 realtà  che hanno un budget inferiore ai 150mila euro, soglia al di sotto della quale è richiesta una vera rivoluzione» ha dichiarato Brandolin. In questo processo rientra la necessità  di affiancarsi a un commercialista o a un consulente del lavoro anche allo scopo di modificare il proprio statuto pena l'esclusione dal registro delle attività  sportive.

«Grazie all'assessore regionale Anzil – ha spiegato il presidente del Coni – stiamo istituendo circa una ventina di sportelli per lo sport cui le società  potranno rivolgersi per mettersi in regola, mentre da gennaio potranno continuare a essere assistite da commercialisti e consulenti del lavoro a tariffe agevolate. Attorno a metà  novembre si terranno due incontri per spiegare il funzionamento di questi sportelli: il primo sarà  a Prosecco e coinvolgerà  le società  di Gorizia e Trieste, il successivo si terrà  a Udine e riguarderà  le società  delle province di Udine e Pordenone».

Impossibile, in questa prospettiva, non pensare a quale dovrebbe essere il ruolo della scuola che, a detta di Brandolin, avrebbe dovuto conoscere una riforma per incentivare e incrementare lo spazio assegnato all'educazione fisica. «Sembra ormai un dato di fatto l'ingresso degli sport elettronici alle prossime Olimpiadi: è evidente che dietro a tutto questo c'è il peso degli sponsor, ma dovremmo riflettere sul fatto che i nostri ragazzi non hanno più coordinazione, non sanno correre. Se a questo uniamo il dilagare delle scommesse sportive e il giro d'affari che c'è dietro capiamo che stiamo lottando contro qualcosa ben più grande di noi».

Diverso era il mondo di cui ha parlato Reja: «Noi avevamo ben poco oltre al campetto e le capacità  coordinative le acquisivi per strada. A questo proposito sarebbe fondamentale il ruolo delle scuole anche perché nelle squadre vediamo che spesso i genitori rovinano i figli investendoli di aspettative e lo sport non riesce più a formare il carattere, le sconfitte non vengono accettate mentre sono importanti per la maturazione. Lo stesso si può dire a proposito del momento in cui un ragazzo comincia ad avere i primi contratti: i soldi gli danno alla testa, il continuo attaccamento al cellulare nei momenti comuni impedisce di creare uno spirito di squadra ed è difficile riuscire a formare un gruppo anche per la troppo varia provenienza dei giocatori».

L'allenatore goriziano ha ripercorso quindi le ultime tappe della sua carriera parlando dell'esperienza in Albania e della breve presenza sulla panchina slovena del Gorica, lasciato per l'eccessiva distanza di vedute rispetto alle modalità  di gioco consuete della squadra. Proposto come ambasciatore della Capitale europea della Cultura, Reja la giudica una straordinaria opportunità  per il territorio che potrebbe esserne valorizzato a patto che gli addetti ai lavori siano realmente consapevoli dell'importanza di questo appuntamento.

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