A scuola di solidarietà e volontariato, il 'Galilei' di Gorizia sostiene la Caritas Diocesana

A scuola di solidarietà e volontariato, il 'Galilei' di Gorizia sostiene la Caritas Diocesana

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A scuola di solidarietà e volontariato, il 'Galilei' di Gorizia sostiene la Caritas Diocesana

Di Rossana D'Ambrosio • Pubblicato il 29 Nov 2025
Copertina per A scuola di solidarietà e volontariato, il 'Galilei' di Gorizia sostiene la Caritas Diocesana

Presentati questa mattina i due spot a sostegno degli Empori della Solidarietà diocesani realizzati da una classe quarta dell’indirizzo di Grafica e Comunicazioni.

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Un piccolo gesto può compiere la differenza. È il messaggio che traspare dai due spot realizzati dai ragazzi dell’indirizzo di Grafica e Comunicazione dell’Isis “Galilei” di Gorizia su richiesta della Caritas diocesana, presentati oggi – 29 novembre – nell’Aula Magna dell’istituto. Un progetto avviato lo scorso anno nell’attuale classe quarta con l’obiettivo di rendere gli studenti protagonisti del territorio al fianco dell’istituto diocesano, fornendo ai giovani gli strumenti in chiave di cittadinanza attiva. «Si tratta di un’iniziativa di continuità – interviene il dirigente Alessandro Puzzi – con quella ogni anno svolta insieme alla Caritas isontina. Mentre negli anni precedenti abbiamo coinvolto anche le classi prime e seconde partecipando all’Emporio della Solidarietà, questa volta ci sono stati commissionati dei video che potessero pubblicizzare l’attività della Caritas, così abbiamo esteso il progetto anche ai più grandi». Un’iniziativa con valenza duplice, che da un lato valorizza l’aspetto strettamente didattico inserendosi nel solco dei nuovi percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (FSL), dall’altra rende gli adolescenti partecipi del tessuto sociale, migliorando il benessere della comunità. «I ragazzi mettono in pratica le conoscenze tecniche acquisite a scuola – rimarca - realizzando un prodotto per un committente esterno, anche attraverso l’insegnamento dell’educazione civica e partecipata».

Un compito portato avanti in primis dai docenti Anna Roviello di Progettazione multimediale e Gionata Brandolin di Laboratori tecnici, grazie ai quali gli studenti hanno ideato uno storytelling, realizzando le riprese con lo smartphone e poi montando le rispettive sequenze per ottenere due spot della durata di circa un minuto. Un cammino iniziato nel secondo quadrimestre dello scorso anno, quando gli allievi sono stati coinvolti dalla referente Caritas Valentina Busatta per avvicinarsi alle tematiche sociali della Bottega della Solidarietà. «Per quanto i filmati siano brevi – spiega Brandolin - dietro c’è un lavoro lunghissimo iniziato lo scorso anno con un duplice scopo: da una parte sensibilizzare al tema della solidarietà, dell’uguaglianza e del volontariato, oltre che della consapevolezza alimentare; dall’altra imparare a organizzare il lavoro». Tre le fasi in cui l’attività si è articolata: quella di preproduzione con lo sviluppo dell’idea e della narrazione – che ha preso avvio lo scorso anno - seguita dalla produzione delle riprese effettuate quest’anno e dalla conclusiva postproduzione, con il montaggio delle sequenze in un prodotto unitario. «La Caritas ci ha sostenuto – rimarca - consentendo ai ragazzi di mettere in campo le competenze acquisite».

Un percorso che ha permesso ai ragazzi di approfondire l’universo della solidarietà e l’importanza di creare rete sociale a sostegno del prossimo. «In un momento storico come il nostro – aggiunge – in cui si parla di guerre e tensioni internazionali, dare la possibilità ai ragazzi di realizzare un progetto che sviluppi il volontariato è importante, e la Caritas goriziana ci ha sostenuto pienamente». «Oggi i media parlano di diritti per tutti – riprende il preside Puzzi – ma i diritti hanno un senso quando accompagnati da doveri, in primis verso il nostro prossimo, affinché possano nascere cittadini consapevoli». A portare il suo saluto è stato poi l’arcivescovo di Gorizia Carlo Maria Redaelli, presidente della Caritas italiana: «Mentre voi lo scorso anno lavoravate al progetto – racconta – io giravo per l’Italia da Genova a Bologna o Palermo per comprendere la realtà delle diverse sedi». Se negli anni del Covid le condizioni di disagio erano esasperate dal confino a casa, oggi oltre cinque milioni di italiani si collocano al di sotto della soglia di povertà. Per contrastare la quale si fa strada la carità, nei filmati tradotta con il gesto di donare generi di prima necessità, come accade all’imprenditore -– il vicepreside Michele Bressan – che dopo una giornata di lavoro trova il tempo di recarsi all’Emporio. «Fai un bel gesto - implora il messaggio a chiusura del primo spot – Dona il tuo tempo».

A spiegare in dettaglio le tecniche utilizzate per realizzare il corto è Giovanni, che sottolinea come gli effetti sonori rendano le immagini maggiormente efficaci. «Nel nostro spot – chiarisce invece Alessandro con il secondo lavoro – abbiamo deciso di trasmettere un messaggio attraverso una metafora». Protagonista è lei: una busta dell’Emporio della Solidarietà che passa di mano in mano, mentre a ogni passaggio viene aggiunto un prodotto. «Un piccolo gesto per un grande aiuto», spiega il testo in sovrimpressione allo sfondo scuro, amplificando il senso di altruismo. «Voi avete gestito la fratellanza senza giocare sulle emozioni – osserva Redaelli – perché mostrare un bambino che piange può infastidire, rischiando di cadere nel moralismo. Mentre qui avete acceso la riflessione sulla positività del gesto». Per coronare il sodalizio il presidente di Caritas ha donato alla classe un simbolico contributo di 500 euro, da destinare a studenti in difficoltà. «Con questo premio – conclude Puzzi – incrementeremo il fondo scolastico a favore dei ragazzi più bisognosi, per favorirne l’inclusione anche nei viaggi d’istruzione». (Foto, Rossana D'Ambrosio)

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